mercoledì 20 maggio 2020

Aprile 2016, Finardi al “De André” incantò Mandello. E oggi canta “Milano chiama”

Eugenio Finardi durante il suo concerto mandellese dell'aprile 2016.
(C.Bott.) Un inno a coalizzarsi e al diritto alla dignità, ma anche un invito a cambiare qualcosa prima che sia davvero troppo tardi. Nei giorni in cui esce Milano chiama, il nuovo singolo di Eugenio Finardi, costretto come tutti a fare i conti in questi ultimi mesi con l’emergenza conseguente alla pandemia da Covid-19, non può non tornare alla mente il bel concerto che il cantautore milanese tenne quattro anni fa al “De André” di Mandello, gremito in ogni ordine di posti.
Era infatti il 22 aprile 2016 e Finardi entusiasmò la platea del teatro comunale dal primo all’ultimo brano, la conosciutissima Musica ribelle, seguito peraltro da una serie di bis. Tra Non voglio esser solo, che aveva aperto il concerto, e la canzone-manifesto contenuta nel disco Sugo che esattamente 40 anni prima l’aveva consacrato nel panorama della musica italiana, una serie di brani dal suo album Fibrillante del 2014, la bellissima Non è nel cuore dall’album Diesel del ’77 e Dolce Italia del 1987.
Poi, nella seconda parte della serata, altre canzoni contenute in Sugo, tra cui La radio, Voglio e Oggi ho imparato a volare.
Eugenio Finardi aveva già suonato e cantato molti anni prima a Mandello. E il cantautore l’aveva sottolineato prima di dare inizio al concerto. “Me lo ricordo bene - aveva detto - perché a casa ho ancora il fazzoletto della Moto Guzzi. Mandello è uno dei miei luoghi del cuore, anche perché io ho avuto un solo motociclo ed era un Dingo GT della Guzzi”. “Mio padre poi aveva una casa a Madesimo - aveva aggiunto - e così da qui passavo ogni volta che salivamo verso la Valchiavenna”.
Un omaggio a Prince, dopodiché Finardi - oggi sessantasettenne e il cui concerto era stato preceduto da un’esibizione del chitarrista Franco Giaffreda, docente alla Project Rock School di Mandello - aveva continuato a raccontarsi in musica e a regalare emozioni.
Finardi sul palco del "De André" di Mandello.
Milano chiama è un brano carico di energia, permeato da un mix di poesia, rabbia e ironia. “Dopo i primi difficili giorni, quando si è capito che l’isolamento sarebbe stato lungo e straniante - ha avuto modo di dichiarare Finardi - mi sono messo a studiare il software e, dopo mille errori e cento videochiamate, sono finalmente riuscito a registrare in maniera decente la traccia vocale”.
“Mai come in questo momento - sono sempre parole dell’affermato cantautore - siamo costretti a restare in quiete, ascoltando questo oceano di silenzio. Questo brano è un canto di battaglia e di speranza per ripartire con ancora più forza e lottare perché tutto non sia più come prima”.

1 commento:

  1. La bandana della Moto Guzzi gliela regalò mia moglie Alida che ha lavorato li per 33 anni.
    Ricordo che presentò un libro e ci raccontò che col Dingo andò fino all ' isola di Wight

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