27 maggio 2020

“Salute è sicurezza in montagna”, quel viaggio ideale nella fisiologia sportiva

Nel libro dato alle stampe nel 1991 da Vasco Cocchi la consapevolezza dei rischi che si accompagnano alla pratica dell’escursionismo e dell’alpinismo e gli insegnamenti del giusto modo di comportarsi su sentieri e pareti rocciose
Vasco Cocchi, autore del libro "Salute è sicurezza in montagna".
(C.Bott.) Di lui, il giornalista Claudio Redaelli ebbe a scrivere: “Pare continuare in chiave moderna il discorso di Antonio Stoppani, dei valori e delle attenzioni che vi si implicano. E lo fa con riguardo scientifico, che non toglie ma chiarisce la gioia di godere della natura con razionale ardimento, ossia contribuendo alla salute e non compromettendola, preservando la vita e non rischiandola con imprudenza”.
Parlava, Redaelli, di Vasco Cocchi e del suo libro Salute è sicurezza in montagna pubblicato nel 1991 dalle Edizioni cultura “Il Punto Stampa” - Cbrs editrice di Lecco.
Il riferimento al geologo, accademico e paleontologo, figlio illustre della terra lariana, prendeva spunto dalla sua opera Che cosa è un vulcano?, una tra le minori di Stoppani ma della quale parevano rivivere la poesia e la vita armonicamente fuse: “…mattina, smania nelle gambe, altura, aria imbalsamata, olezzo dei prati, profumo del bosco, sudore, erta sassosa, pelle…”.
Poesia e vita che si ritrovavano nel libro di Cocchi, nato dalla realtà direttamente vissuta e che costituiva un viaggio ideale nella fisiologia sportiva. “Non mancando di affascinare - scriveva Redaelli nella prefazione - fornisce indicazioni preziose a chi i sentieri, le vette e le pareti rocciose non si accontenta di ammirarli in fotografia o con il cannocchiale. Dà consapevolezza dei rischi che si accompagnano alla pratica dell’escursionismo e dell’alpinismo, insegna la necessità e il modo di prepararsi e comportarsi adeguatamente a tale pratica”.
L’opera di Vasco Cocchi - curata con la dovuta attenzione da Gianni Maffeis, che si occupò tra l’altro della raccolta e della collocazione delle immagini che corredavano (e completavano) il libro - rappresentò in effetti un utile quanto innovativo strumento di formazione e informazione per i giovani, ma non soltanto.
Escursionismo e alpinismo erano del resto già allora largamente diffusi. Nasceva così l’esigenza di estendere e rafforzare la conoscenza della medicina sportiva e di incrementare la sensibilità verso di essa, specie per quanto riguardava l’alimentazione e l’allenamento.
“Liberare in questo senso l’escursionismo e l’alpinismo dalle vecchie mitizzazioni gratuite e sottolinearne e coltivarne il fascino in una consapevole misura di rapporto dell’uomo con la natura - osservava sempre Claudio Redaelli in sede di prefazione - è il miglior servizio che si possa rendere alla gioia di vivere anche in questo campo. E il libro di Cocchi è questo servizio: vi si affronta il problema del doping nella pratica esasperata degli sport, vi si tratta delle più qualificanti nozioni di fisiologia sportiva, dell’alimentazione, dell’allenamento, del sistema cardio-circolatorio e respiratorio e vi si spiegano le più importanti nozioni di pronto soccorso”.
Salute è sicurezza in montagna è stato in definitiva un messaggio di professionalità e allo stesso tempo di serietà nell’avvicinarsi alla montagna. Un invito all’uomo - che è “misura di tutte le cose”, per dirla con Protàgora - ma nel senso universale della parola.
Lo stesso Vasco Cocchi introducendo il volume scriveva che “per raggiungere, nella pratica sportiva, determinati traguardi non è sufficiente avvalersi di attrezzature all’avanguardia, di cognizioni tecniche, di indumenti moderni e sofisticati. E’ anche fondamentale conoscere se stessi”.
E ancora: “Un organismo in perfette condizioni fisiche, alimentato razionalmente, allenato come si deve, può raggiungere limiti di alto rendimento. Conoscere noi stessi ci dà modo di riconoscere tali limiti, di non andare oltre e di conservare la nostra integrità”.
Originario di Lecco, dove era nato il 24 ottobre 1917, Vasco Cocchi si era laureato in Medicina e chirurgia, per poi conseguire la specializzazione in cardiologia e in medicina del lavoro.
Ragno della Grignetta, fu consigliere del Cai centrale e fece altresì parte del consiglio sezionale del Club alpino lecchese. Tenne corsi di fisiologia, medicina sportiva e pronto soccorso in varie scuole di alpinismo e di sci alpinismo, discipline che praticò assiduamente. E con grande passione.
In tanti anni di attività sportiva e professionale maturò come detto una conoscenza non comune della montagna, intesa nei suoi molteplici aspetti.

Nessun commento:

Posta un commento