sabato 23 maggio 2020

L'asilo di Crebbio: “Il virus... con la corona è entrato nelle nostre vite, ma ripartiremo”

(C.Bott.) L’asilo parrocchiale di Crebbio c’è! Da ormai tre mesi è chiuso, come ogni struttura scolastica, per l’emergenza sanitaria che si è accompagnata alla diffusione del Covid-19 ma le relazioni con i piccoli alunni della scuola dell’infanzia della frazione di Abbadia Lariana non si sono fermate. E non si interromperanno neppure nelle settimane a venire, aspettando il momento della ripartenza.
“Ci eravamo preparati, eravamo pronti per l’allegria del Carnevale da vivere con genitori e nonni per le vie del paese - si afferma nello spazio dedicato oggi dalla Brezza, il notiziario settimanale della Comunità pastorale di San Lorenzo e Sant’Antonio in Abbadia Lariana, proprio alla realtà educativa di Crebbio - All’improvviso, strappando le nostre sicurezze, è entrato nella vita di ciascuno di noi il virus… con la corona e anche la scuola, luogo dove quotidianamente e in modi diversi si tessono relazioni, in un tempo scandito “insieme”, è diventata inaccessibile”.
Ma le relazioni non si sono interrotte, si è detto. “Per tenere vicini i bambini, non preoccupandoci di fare o di far fare “la scuola a casa” - si legge nello stesso messaggio - abbiamo cercato innanzitutto di scambiarci saluti, di far conoscere proposte presenti sul territorio (teatro, letture animate) e di mantenere legami tra quello che i bambini avevano vissuto insieme fino al momento della chiusura (l’orto con la sua stagionalità, il pollaio) e quello che gli stessi alunni ritroveranno alla riapertura”.
Sono stati quindi inviati loro brevi testi esplicativi e fotografie del lavoro di cura realizzato da chi poteva accudire quegli spazi, nonostante la chiusura. “I bambini hanno gradito la continuità dell’esperienza nella natura - conclude la nota riportata dalla Brezza - e in particolare hanno espresso il desiderio di rivedere gli animali del pollaio. E’ naturalmente fuori discussione che il desiderio più grande di ciascuno di loro è rivedere i propri amici”.

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