domenica 10 maggio 2020

Investe una ciclista sulla Provinciale 72 e fugge. Individuato, è positivo al Covid-19

L’incredibile vicenda è accaduta a Dervio. In isolamento i tre agenti della polizia locale "Alto Lario" intervenuti
Nella mattinata di giovedì 7 maggio gli agenti del corpo di Polizia locale associata “Alto Lario” sono stati chiamati a rilevare un sinistro accaduto a Dervio, sulla strada provinciale 72, dove una ciclista era stata travolta da un’auto che non si era poi fermata a prestare soccorso e si era data alla fuga.
Con il senno di poi, va detto che per la stessa ciclista e per i passanti fermatisi a soccorrerla è stata una fortuna che l’investitore non si sia fermato, perché la vicenda ha dell’incredibile.
Gli agenti della polizia locale intervenuti, dopo essersi assicurati delle condizioni di salute della donna, le cui ferite sono state giudicate guaribili in 15 giorni, hanno avviato immediatamente le indagini per risalire all’autore dell’investimento, come detto fuggito.
In modo celere e scrupoloso sono state acquisite informazioni dai testimoni e incrociando le immagini della videosorveglianza, dopo aver fatto innumerevoli tentativi di combinazione della targa parziale rilevata dai presenti, sono riusciti a individuare oltre ogni ragionevole dubbio l’auto ricercata.
Tre agenti (due di Colico e uno di Dervio) si sono recati dunque presso l’abitazione della proprietaria della vettura, dove hanno trovato l’auto danneggiata e tracce di sangue relative al sinistro.
Nei concitati momenti successivi, sono entrati in contatto con la proprietaria del veicolo e con il marito, che al momento dell’investimento era al volante, responsabile quindi in prima persona dell’omissione di soccorso. Si tratta di due 60enni residenti a Dervio.
I due sono usciti dalla loro abitazione, rimproverati più volte dagli agenti poiché non indossavano correttamente le mascherine. In più occasioni non si sono coperti il viso e si sono avvicinati pericolosamente agli operatori, fino a venirne quasi in contatto.
L’analisi dello stato del veicolo, dei documenti di guida e la verbalizzazione degli atti relativi ha costretto gli agenti a soffermarsi con i soggetti per circa un’ora, per poi congedarsi per effettuare ulteriori accertamenti e prospettando comunque una denuncia a piede libero per lesioni, fuga e omissione di soccorso all’uomo e per favoreggiamento alla moglie. E’ stata inoltre ritirata la patente all’indagato.
Quello che è emerso dalle verifiche svolte a mezzo banca dati ha lasciato peraltro sconvolti. Si è saputo infatti che i due soggetti erano sottoposti a isolamento e a sorveglianza domiciliare poiché almeno uno dei due era risultato positivo al coronavirus.
Appreso ciò, il comandante del corpo di polizia, Edoardo Di Cesare, ha esentato dal servizio i tre agenti coinvolti, disponendo il loro isolamento presso il domicilio, decisione confermata dall’Ats che, prontamente informata, ha messo in quarantena i tre agenti e implementato la sorveglianza sanitaria sui due soggetti positivi al Covid-19.
Alla luce di ciò il Comando ha avvisato l’autorità giudiziaria per i reati ipotizzabili, tra i quali potrebbero esservi l’epidemia colposa e l’interruzione di pubblico servizio, considerato che metà dell’organico della Polizia locale è stato costretto a lasciare il servizio.
I due soggetti hanno dimostrato particolare dispregio per il rispetto delle leggi e la salute pubblica, poiché - oltre a essersi allontanati dall’abitazione - non hanno avvisato gli agenti della loro situazione.
L’unica consolazione è che il corpo di Polizia locale ha dimostrato la capacità di identificare i soggetti e assicurarli alla giustizia in brevissimo tempo, evitando ulteriori contagi alla popolazione.

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