martedì 26 marzo 2019

Livio Micheli: “Sarò sempre un grande tifoso della Canottieri Moto Guzzi”


Lascia la presidenza della gloriosa società remiera mandellese dopo oltre 25 anni. Gli subentra Rossella Scola
Livio Micheli
di Claudio Bottagisi
“Per me si chiude il ventiseiesimo anno da dirigente di questa società che ho amato e che continuerò ad amare, anche da domani in avanti. Occorre favorire un rinnovamento, una richiesta che mi ha fatto riflettere. Ed è stato lì che ho realizzato l’ampiezza temporale intercorsa dall’ormai lontano 1992, anno in cui sono entrato quasi per caso come dirigente alla Canottieri Moto Guzzi, a tutto il 2018 appena trascorso. Mi sono detto che oltre un quarto di secolo è un tempo lungo. Da qui la scelta, anche se sofferta, di farmi da parte restando comunque a disposizione della società”.

Così Livio Micheli, dal 1994 alla guida della Canottieri Moto Guzzi, ha introdotto la sua relazione alla recente assemblea della gloriosa società remiera mandellese cui è seguita nei giorni scorsi l’elezione di Rossella Scola alla carica di presidente.
“In questi giorni - ha detto Micheli - sono passati nella mia mente tanti atleti della Canottieri Guzzi che per poco o per tanto tempo hanno frequentato la nostra sede. Mi sono venuti in mente tanti campioni assieme ad altri personaggi del mondo dirigenziale e politico che ho avuto modo di conoscere e apprezzare. Tutto questo sempre assieme ad altri  validi dirigenti della società e a numerosi atleti che hanno amato come me la maglia della nostra Canottieri”.
“Sul piano degli investimenti - ha continuato il presidente uscente - lasciamo un patrimonio di tutto rispetto nonostante le disavventure occorse principalmente in quest’ultimo quadriennio. Per disavventure mi riferisco soprattutto alle vicende legate al pontile del Lido che ha dovuto essere dismesso, con conseguente grave danno all’incremento dell’attività amatoriale presso la palestra del Lido stesso e quello della sede, imploso improvvisamente e che si è dovuto sostituire con i rilevanti impegni di spesa che ne sono seguiti”.
Continuando nei ricordi, Livio Micheli ha evidenziato quelli più significativi, legati ai risultati ottenuti. “Le gare importanti a cui abbiamo partecipato - ha specificato - sono state tante: dai campionati italiani ai campionati del mondo di categoria, fino alle Olimpiadi. Ogni gara con la sua storia. Dal ‘93 al 2018 appena trascorso non c’è un solo anno che non meriti di essere ricordato per ciò che ha rappresentato in termini di risultati sportivi. Basti pensare alle Olimpiadi che dalla prima, quella del 1996, fino all’ultima - quella del 2016 - ha sempre visto la partecipazione di almeno un atleta tesserato per la Canottieri Guzzi, o comunque espressione della sua scuola. Penso a Carlo Mornati, Franco Zucchi, Carlo Gaddi, Niccolò Mornati e a Martino Goretti”.
Livio Micheli con Giuseppe Moioli e con l'indimenticato Franco Faggi.
“Non dimenticherò mai - ha aggiunto - l’Olimpiade di Atlanta del ’96 e quella di Sydney del 2000, con la bellissima medaglia d’argento conquistata da Carlo Mornati nel “quattro senza”, così come quella di Rio del 2016. Poi ci sono state tante partecipazioni ai campionati del mondo di categoria, con vittorie che hanno scritto la storia della nostra società assieme a quella del canottaggio nazionale. Tre titoli mondiali Junior, due titoli iridati Senior, due tra i “pesi leggeri”, quattro titoli Under 23”.
Poi un riferimento ai rapporti intercorsi con le pubbliche amministrazioni succedutesi a Mandello: “In tutto questo periodo si sono alternate le amministrazioni comunali dei sindaci Giorgio Siani e Riccardo Mariani, grandi estimatori e tifosi della Canottieri Moto Guzzi tanto da favorirne la diffusione e la crescita. L’attuale Amministrazione è presieduta da Riccardo Fasoli, ex campione di canottaggio. In questo lungo periodo siamo stati testimoni anche di diversi cambiamenti intervenuti nella gestione della nostra casa madre, la Moto Guzzi. In tutti questi anni ho sempre rivolto molto del mio impegno alla ricerca della massima collaborazione con la Casa dell’Aquila, ma tranne una brevissima parentesi positiva intervenuta con l’Aprilia dell’ingegner Beggio non siamo mai riusciti a sviluppare un progetto di collaborazione con la nostra casa madre, ciò che invece è avvenuto in questi ultimi due anni con la Piaggio”.
“In questo momento il rapporto con la Piaggio è ottimo - ha proseguito il presidente - e questo lo ritengo il miglior successo amministrativo di questo ultimo quadriennio. La Piaggio ha già provveduto all’esecuzione di alcune significative opere di manutenzione della “casina” e altre potranno essere programmate nel prossimo quadriennio. C’è in corso la definizione di un importante progetto legato allo sfruttamento commerciale del marchio della Canottieri Moto Guzzi a supporto del progetto 2020-2024 che, sulla carta, potrebbe da solo rappresentare la soluzione di tanti problemi della nostra Canottieri”.
Quindi i riferimenti ai risultati conseguiti lo scorso anno. “Abbiamo avuto tre ragazzi ai campionati europei Junior - ha osservato Micheli - con la conquista di una bella quanto significativa medaglia di bronzo da parte del nostro “due senza” societario di Davide Comini e Simone Fasoli. Significativa perché questo risultato ha qualificato la nostra nazionale Junior alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires, poi vinte dall’Italia. Gli stessi ragazzi del “due senza”, con Ilaria Compagnoni, hanno partecipato anche ai campionati del mondo ottenendo, il “due senza”, un ottimo quinto posto. Ma il risultato più importante è stato centrato dal “quattro di coppia” Senior, con in barca il nostro Andrea Panizza, che quest’anno ha vinto sia il campionato d’Europa sia il campionato del mondo. Ora questo equipaggio è proiettato alla qualificazione alle prossime Olimpiadi di Tokio 2020 nel solco del progetto 2020-2024 varato dal consiglio direttivo uscente”.
Infine una sorta di sfogo personale: “Non ritengo ancora giunto il tempo di scrivere le mie memorie. Quando lo farò, una cosa che metterò in evidenza sarà il fatto di aver sempre difeso l’indipendenza dell’associazione da qualsiasi influenza o manipolazione di carattere politico. Però tutte le cose hanno un inizio e una fine. Non accettare questo principio significherebbe pretendere di essere unici e insostituibili. Questa è una posizione che non mi appartiene e anche una delle ragioni della mia decisione di lasciare la dirigenza della Canottieri dopo 26 anni per favorire un rinnovamento. La realtà vera è che forse mi sento stanco di lottare per superare problemi che non dovrebbero neppure esistere. Ciò con la consapevolezza che è costume tipicamente dei nostri luoghi  pretendere e criticare quello che viene fatto da altri, senza immedesimarsi o analizzare ciò che si sarebbe potuto fare se ci si fosse venuti a trovare nella stessa situazione. Rimarrò tifoso di questi colori, che continuerò a seguire  sui campi di gara, perché le passioni non hanno tempo. Il nostro grande vecchio Giuseppe Moioli ne è la testimonianza. A lui rivolgo un ringraziamento di cuore per tutto quello che mi ha trasmesso e voglio farlo anche a nome di tanti altri genitori per quello che ha sempre saputo infondere nei ragazzi”.

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