martedì 16 aprile 2019

Santa Maria, 22 anni fa. “Uno scoppio, poi un altro. Il santuario brucia”


di Claudio Bottagisi
Mandello San Lorenzo nel 2016 come la Basilica di Notre-Dame. Ma quasi vent’anni prima, nel 1997, i mandellesi avevano trepidato per un altro furioso incendio, quello che aveva rischiato di distruggere il piccolo santuario di Santa Maria.

Era aprile, una domenica pomeriggio. E in tanti, da vari punti del paese, erano rimasti con lo sguardo incollato a quella piccola chiesa fino a qualche giorno prima immersa nel verde dei boschi e d’improvviso “colorata” dal rosso del fuoco.
Erano in molti, quel giorno nella piazza della frazione di Rongio, a puntare i cannocchiali verso Santa Maria, increduli e impotenti di fronte a uno spettacolo che nessuno avrebbe mai voluto vedere.
Uno scoppio e, dopo un po’, un altro. “No, non può essere vero”, andava ripetendo la gente. Eppure era tutto vero. E allora anche Mandello pianse, come questa notte Parigi.
Il giorno dopo, allo sconforto si aggiunse la paura. Paura di salire quella mulattiera e di trovarsi di fronte, una volta arrivati lassù, soltanto rottami e macerie.
Ma bisognava andare, avrebbe potuto esserci stato ancora qualcosa da salvare dentro la chiesetta. E allora via, in silenzio e a passo spedito.
Un tratto in salita, una curva ed ecco davanti agli occhi Santa Maria. Sul prato dell’ospizio le sagome arancioni di due volontari della Protezione civile. Gli ultimi scalini che immettono sotto il portico del santuario e, subito, una conferma: lì il fuoco era arrivato e aveva lasciato il segno.
Neppure il portone di accesso alla chiesa era stato risparmiato. E dentro? Dentro sembrava tutto intatto. C’era una gran polvere, ma tutto era in ordine: dal confessionale alle sedie, dalle tele sopra gli altari agli “ex voto”, dagli arredi sacri ai quadri della via Crucis.
“E’ un miracolo”, veniva voglia di gridare. E dire che di Santa Maria sarebbe potuta restare soltanto una “cartolina”, soltanto un’immagine se quella domenica avesse vinto il fuoco.
Intanto Notre-Dame continua a bruciare. Ma la struttura della Basilica parigina, almeno una parte, potrebbe salvarsi. Come Santa Maria, ventidue anni fa.

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