martedì 5 maggio 2020

Mandello. Il restauro dell’organo del Santuario della Madonna del fiume, lavori ultimati entro dicembre

Il musicista Alessandro Milesi: “L’interesse per questo progetto dimostra quanto la gente abbia a cuore la salvaguardia della bellezza, autentica peculiarità della nostra cultura”
Il santuario della Beata Vergine del fiume a Mandello.
Con la firma dello scorso 30 aprile da parte di monsignor Giuliano Zanotta, parroco della Comunità pastorale di Mandello, e della bottega organara Pradella, che ha sede in Valtellina, si è ufficialmente dato inizio all’ultimo lotto delle opere di restauro dell’organo secentesco custodito nel santuario della Beata Vergine del fiume.
I lavori si concluderanno entro la fine di quest’anno e non appena possibile i responsabili documenteranno tutte le fasi della ricostruzione e del restauro delle varie parti dello strumento, che avverranno secondo le tecniche in uso nel Seicento.
“Un grazie doveroso - afferma Alessandro Milesi, responsabile tecnico del progetto - va a tutti coloro i quali da subito hanno creduto in questo ambizioso progetto, ora avviato verso la fase finale. Nel ricordare l’apporto determinante dato dalla Regione Lombardia, dalla Conferenza episcopale italiana attraverso i fondi dell’8 per mille, dalla BCC - Banca della Valsassina e dalla Fondazione comunitaria del Lecchese, teniamo a sottolineare come le manifestazioni di stima e interesse nei confronti del progetto siano arrivate non soltanto da molti mandellesi ma anche da persone residenti in provincia”.
Alessandro Milesi, responsabile tecnico del progetto.
“Tutto ciò - aggiunge - ci fa particolarmente piacere, perché dimostra quanto la gente abbia a cuore la salvaguardia della bellezza, autentica peculiarità della nostra cultura. Noi siamo certi di aver fatto qualcosa di concreto affinché l’intera comunità mandellese abbia un motivo in più per essere orgogliosa del proprio territorio e perché gli studiosi di musica antica di tutta Europa possano trovare nello strumento del santuario mandellese un punto di riferimento nel panorama dell’organaria italiana del XVI secolo”.
“Naturalmente - spiega sempre il musicista e organista mandellese - avremo ancora bisogno del sostegno di tutti. Il nostro obiettivo non è infatti soltanto quello di completare il restauro, bensì di valorizzare il più possibile lo strumento e di far conoscere Mandello anche sotto questo raffinato punto di vista”.
Resta intanto attiva l’iniziativa “Adotta una canna” sul sito Internet www.organoantico.it.

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