31 ottobre 2022

“Il nuovo nome del ministero. Rodari ci ricorda che non può esistere merito senza uguaglianza”

 
Gianni Rodari, scrittore e pedagogista.

 
Nei giorni scorsi ad aprire il dibattito sulla nuova denominazione attribuita al ministero dell’Istruzione, ora ministero dell’Istruzione e del merito (a guidarlo nel nuovo governo Meloni è Giuseppe Valditara), era stata la ex docente e dirigente scolastica mandellese Adriana Lafranconi. Ora a intervenire è Roberto Citterio con la nota che di seguito pubblichiamo:

Come privato cittadino vorrei dare il mio apporto all’interessante dibattito avviato sulla “scuola del merito”, evidenziando come Gianni Rodari, scrittore, pedagogista e poeta capace di portare l’elemento fantastico nel cuore della crescita democratica dell’Italia repubblicana, ci abbia ricordato come non possa esistere merito senza uguaglianza.
A questo riguardo mi limito a sottoporre all’attenzione del lettore questo suo passaggio riportato nel libro Lezioni di fantastica. Storia di Gianni Rodari di Vanessa Roghi:
“Ma infine lei  (Rodari) cosa vuole, che siano tutti promossi (…)? Si può fare una scuola con tutti promossi: si può fare benissimo. Metta che la scuola, qualsiasi scuola, cominci la mattina alle nove e finisca la sera alle cinque. Con dentro, si capisce, non solo ore di matematica e di latino ma anche la colazione, anche la ricreazione, anche lo studio individuale per chi ne ha bisogno, anche le ‘ripetizioni’. E i compiti. A scuola, anche quelli. In gruppo: i più bravi aiutano i meno bravi. E la biblioteca: a scuola anche quella, così che tutti possano consultare l’enciclopedia e non solo quelli che hanno i soldi per comprarsela e una stanza per tenercela”.
Ringrazio per l’ospitalità.
Roberto Citterio

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