05 dicembre 2020

“Caro don Bruno Maggioni, il garbo e l’umorismo ornavano il tuo profondo sapere”

Monsignor Mario Rollando, canonico della Cattedrale di Chiavari, ricorda l’amico biblista particolarmente legato alla terra lariana: “Uomo pensoso e indagatore attento dei vissuti umani”

Monsignor Bruno Maggioni, morto a Como lo scorso 29 ottobre.


(C.Bott.) Sacerdote, stimato biblista e autore di centinaia di pubblicazioni, monsignor Bruno Maggioni risiedeva a Como in quartiere Muggiò e il suo legame con la terra lariana era molto forte.

Nato il 4 febbraio 1932, aveva trascorso la sua infanzia ad Abbadia Lariana, dove i suoi genitori si erano trasferiti per ragioni di lavoro. Entrò in Seminario a Como e proseguì gli studi a Roma dove, presso l’Università gregoriana e il Pontificio istituto biblico, ottenne la specializzazione in scienze teologiche e bibliche.

Ordinato il 26 giugno 1955, ha dedicato la sua vita allo studio, all’approfondimento e all’insegnamento delle Scritture come docente di Teologia biblica sia in Seminario a Como sia a Milano presso l’Università Cattolica e alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale.

Ad aver conosciuto monsignor Bruno Maggioni, morto lo scorso 29 ottobre, è stato anche monsignor Mario Rollando, classe 1936, canonico e teologo della Cattedrale di Chiavari, in Liguria. Quello che segue è il suo ricordo:

“Avevamo imparato a studiare le Scritture, la critica del testo, l’esegesi e amavamo la Parola. Poi ti abbiamo incontrato, maestro e amico, uomo pensoso, indagatore attento dei vissuti umani, teologo acuto, biblista raffinato.

Il garbo e l’umorismo ornavano il sapere, profondo, mai scontato, ascoltando i tuoi commenti al testo rivelato. Abbiamo conosciuto un sapore nuovo studiando e meditando il Verbo tramandato. Siamo giunti a intuire perché ci affascinava la Parola antica e nuova dei Testamenti sacri. Era pane profumato, nel quale  traspariva la vicinanza eterna all’esperienza umana.

Ci avevi detto che il Vangelo è vero perché è parola di Dio, ma è vero pure perché corrisponde all’esperienza umana. Ogni giorno, come a una sorgente d’acqua fresca e cristallina, noi ci  dissetiamo contemplando la Parola e siamo grati al Signore per questo nutrimento che rinverdisce il cuore, e con riconoscenza benediciamo l’averti incontrato, don Bruno, maestro e amico, mai dimenticato”.

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