venerdì 1 marzo 2019

“Quella targa ad Askole onora la madre di Ballard, donna eccezionale”


La guida alpina mandellese Mario Panzeri ricorda la spedizione del ’96 al K2 con Agostino Da Polenza: “Ma ora tifiamo tutti per Daniele e Tom”
Alison Hargreaves, madre di Tom Ballard.
di Claudio Bottagisi
“Che donna eccezionale e che carriera alpinistica pazzesca quella di Alison Hargreaves. Ricordo che durante la spedizione al K2 del 1996 di cui facevo parte (a guidarla fu Agostino Da Polenza, ndr) appena prima di Askole, cittadina situata nella valle di Shigar in Pakistan, a circa 3.000 metri di altitudine, ultimo centro abitato prima del ghiacciaio Baltoro, vidi una targa che ricordava quell’incredibile donna capace di effettuare, da sola, salite incredibili anche per gli uomini, come quella all’Everest senza ossigeno, senza compagni di arrampicata e senza sherpa”.

A parlare è Mario Panzeri, in queste ore in attesa di informazioni - lui come tutti - sulla sorte di Daniele Nardi, laziale di Sezze, e di Tom Ballard, figlio della Hargreaves, impegnati nella salita dell’inesplorato sperone Mummery al Nanga Parbat, con i suoi 8.125 metri la nona montagna più alta della Terra.
Con Nardi, Mario Panzeri è stato nel 2006 al Makalu (con loro vi era anche il “ragno” lecchese Daniele Bernasconi, che raggiunse la vetta proprio con Panzeri) e nel 2008 sul Nanga Parbat e al Broad Peak.
Non ha invece mai scalato, la guida alpina mandellese che nel 2012 ha completato la salita senza ossigeno di tutti i quattordici “ottomila” della Terra, con il britannico Ballard. Ma quel particolare della targa in ricordo di sua madre letta in occasione della spedizione al K2 che sarebbe costata la vita al ventisettenne Lorenzo Mazzoleni (che aveva raggiunto la vetta proprio con Mario Panzeri e suo fratello Salvatore, oltre che con Giulio Maggioni) gli è rimasto ben impresso nella mente.
Mario Panzeri, a sinistra, in una foto del 2005 che lo ritrae con Daniele Nardi.
E ora che tutti attendono con trepidazione notizie sulla sorte di Nardi, e appunto di Ballard, lui ricorda che la madre dell’alpinista britannico scalò tutte le classiche pareti nord delle Alpi e in particolare la Nord dell’Eiger quando era al sesto mese di gravidanza. E non può altresì dimenticare che durante la discesa dal K2, la seconda montagna più alta al mondo dopo l’Everest, nell’agosto 1995 Alison Hargreaves morì, all’età di 32 anni.
“Credo sia stata una tra le figure più eccezionali degli anni Ottanta del secolo scorso - dice sempre Panzeri - una ribelle fin dall’adolescenza, ma solo una grande donna poteva fare ciò che lei ha fatto. Ora trepidiamo per suo figlio Tom e per Daniele. E facciamo tutti il tifo per loro”.

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