sabato 6 aprile 2019

Caso Esino Lario. “Un paese non si vende neppure per scherzo”


Ancora il “caso Esino lario” al centro delle cronache e ancora un intervento di Pinuccia Nasazzi, presidente dell’associazione “La verbena”. Ecco il testo della sua missiva:

“Ieri ho esordito da sola denunciando la mia indignazione nei confronti dello “scherzo” del sindaco di Esino Lario, il quale ha deciso - con la sua Amministrazione - di mettere  in vendita il paese.
Sono come sapete la presidente di una piccola associazione. Tuttavia con il mio articolo “Un colpo al cuore” ho parlato soltanto a nome personale, poiché appunto la mia associazione non si occupa di politica.
Ieri ho ricevuto molte telefonate di anziani soli e angosciati per i cartelli in cui un’amministrazione comunale ha avuto lo sfregio di quantificare in denaro il frutto di tesori inestimabili, patrimoni creati in qualche millennio di lavoro e sacrificio umano.
Questi anziani che hanno bussato alla mia porta non accedono a Internet, erano davvero angosciati e per me non è stato facile rassicurarli. Per strada ho incontrato una bambina che mi ha chiesto se avevo 15.000 euro per comperare il parco giochi. La bimba  piangeva e mi ha chiesto se eravamo in guerra e come mai il sindaco stava vendendo il paese.
A nome di queste fragilità del mio amato paese, profondamente indignata dello sfregio che un sindaco con la sua Amministrazione ha osato fare a un paese che non è nemmeno il suo, a nome  di chi questa notte - come me - non ha dormito, chiedo al sindaco di Esino Lario come si è potuto permettere di usare la sua firma di pubblico ufficiale, nonché il logo del Comune, per un macabro scherzo al paese.
Leggo che il suo gesto voleva denunciare “l’essere lasciati soli a lottare contro lo spopolamento”. Vorrei ricordare al sindaco che molte volte come presidente della “Verbena” l’ho invitato a presenziare alle feste con i nostri anziani, mi ha risposto  che nonostante i suoi capelli bianchi la parola anziani gli provocava disagio. La parola…. figuriamoci le persone anziane.
Il sindaco nel 2018, per ben due volte, mi ha negato udienza, non rispondendo alle mie richieste di un incontro in cui parlare degli anziani e della loro solitudine, in un paese già isolato di suo. Dunque chi è lasciato solo in questo paese?
In questi quattro anni di mandato dell’attuale Amministrazione, non ho mai sentito la volontà di creare l’unione dei piccoli comuni,  già realtà in molti paesi della zona.
Io, Pinuccia Nasazzi, a nome di queste fragilità chiedo al sindaco e alla sua Amministrazione che i cartelli dello sfregio siano rimossi immediatamente. Inoltre chiedo sempre al primo cittadino di rendicontare al popolo chi ha sostenuto le spese di questa macabra operazione, non certo economica”.
Pinuccia Nasazzi

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