sabato 6 aprile 2019

Cimitero di Mandello, a quando un intervento che lo renda meno indecente?


di Claudio Bottagisi
Da tempo pensavamo di occuparci del cimitero di Mandello, quello del capoluogo beninteso, e di una serie di anomalìe riscontrate e segnalate alla nostra attenzione. Ora è il momento di farlo, anche alla luce delle perplessità e dei malumori ascoltati qua e là.

Iniziamo dagli orari di apertura, o per meglio dire dal giorno di chiusura settimanale. E’ inconcepibile, diciamolo, che il cimitero di un qualsiasi capoluogo osservi un giorno di chiusura, proprio come i parrucchieri il lunedì (in questo caso il giorno “off-limits” è il mercoledì).
In quali altri comuni del Lecchese si verifica questa situazione? Per quanto ne sappiamo, in nessun altro all’infuori di Mandello, a cominciare dalla vicina Lecco, dove sia il Monumentale sia i cimiteri dei rioni sono aperti sette giorni su sette, ovviamente con tanto di apertura al mattino e chiusura la sera. Stessa cosa a Oggiono e a Valmadrera, per citare soltanto due comuni con un numero di residenti pressoché analogo a Mandello.
E se uno da fuori paese, magari percorrendo decine di chilometri e ignorando - come è logico possa ignorare - che persino il cimitero osserva il giorno… di riposo, arriva a Mandello proprio di mercoledì? Gira l’auto e torna a casa propria? Ci sembra assurdo!
A proposito di auto. Trovare un posto libero nel parcheggio antistante il cimitero di Mandello è diventata una chimera o quasi. E chi occupa quei posti, tutti a disco orario, non è quasi mai chi lo fa per recarsi in visita a un proprio congiunto defunto ma chi poi, da lì, raggiunge il centro, i vicini ambulatori e via dicendo. Per carità, legittimo e comprensibile. Ma non sarebbe il caso di prevedere anche soltanto qualche posto auto regolamentato con sosta breve (tipo mezz’ora), così da favorire chi vi lascia la propria vettura soltanto per recarsi al cimitero?
Ma proseguiamo con le dolenti note. La cosa più incredibile, più assurda e inammissibile riscontrata all’interno del camposanto è quella indecorosa rampa in legno (sì, semplicemente indecente oltre che pericolosa) posizionata da anni a lato della cappella al centro del cimitero, evidentemente allo scopo di consentire il transito dei mezzi nella parte superiore del cimitero stesso e verso i colombari.
Ma immaginare uno scivolo realizzato con tutti i crismi del caso è troppo? E se proprio le finanze comunali non consentono questo intervento, ora che è stato realizzato un camminamento laterale (per capirci, verso la Moto Guzzi) perché non utilizzare quello per il passaggio dei mezzi di cui dispongono gli operatori in servizio al cimitero? Non ci passa, forse? Si amplia il camminamento o magari anche soltanto l’accesso in alto, appena prima dei colombari.
Capitolo colombari, appunto. Ma avete presente quale e quanta acqua filtra dalle coperture dopo uno o più giorni di pioggia (ad esempio mercoledì e giovedì scorsi)? E c’è qualcuno al quale sembra normale passare sotto quella stessa copertura (e sostarvi) con l’ombrello aperto?
E meno male, vien da dire in conclusione, che l’addetto alla cura e alle piccole manutenzioni del cimitero del capoluogo si mostra diligente e volonteroso, perché altrimenti non osiamo immaginare in quale stato si troverebbe questo luogo.

1 commento:

  1. Degrado e abbandono in un luogo dove prima o poi ci finiranno prima o poi anche tutti i nostri amministratori. Per non spendere due lire in manutenzione poi si dovranno, come al solito, spendere milioni a rifare. Questo menefreghismo fa capire molte cose e da chi ci facciamo amministrare. Per quanto riguarda il posteggio, ora che la casa di riposo avrà più ospiti dove andranno a posteggiare i visitatori? E gli orari e la chiusura settimanale? A quanto pare si predilige pagare un dipendente nullafacente in sede comunale (e c'è ne sono parecchi) che dotare di personale indispensabile il cimitero. Mah!

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