giovedì 4 aprile 2019

"Grassi" di Lecco e "Frisi" di Monza. Gemellaggio tra i due licei al suono del flauto


Oggi alle 17.30 concerto nell'aula magna della scuola Stoppani
“Porgimi il flauto”, scrive il celebre poeta libanese Khalil Gibran. Potrebbe essere questo il motto del gemellaggio che in queste settimane sta coinvolgendo le classi di flauto dei licei musicali “G.B.Grassi” di Lecco e “Frisi” di Monza.

L'iniziativa è articolata in un proficuo scambio didattico: venerdì 8 febbraio gli studenti di Monza hanno partecipato, insieme con i colleghi flautisti del “Grassi”, a due moduli di potenziamento pomeridiano dedicati alla musica barocca e ai flauti storici (flauto diritto e traverso, con la presenza in qualità di docenti del professor Sansone e della professoressa Tuja), giovedì 28, venerdì 29 e sabato 30 marzo gli studenti di Lecco si sono invece recati al Liceo “Zucchi” di Monza per una masterclass tenuta dal maestro Enzo Caroli.
E’ stata inoltre prevista una produzione per orchestra di flauti con una duplice esecuzione, a Monza sabato 30 marzo, a Lecco giovedì 4 aprile, nell’aula magna della scuola media Stoppani.
A queste iniziative concertistiche partecipano tutti gli studenti dei due licei coinvolti, affiancati in ogni sede dagli allievi di flauto delle scuole medie locali a indirizzo musicale. Non soltanto un gemellaggio, quindi, ma anche un vero e proprio progetto di orientamento, che può fornire ai ragazzi delle secondarie di primo grado una imperdibile occasione per misurarsi con studenti e docenti del grado d'istruzione superiore al loro.
A Lecco l’esecuzione, preceduta da due prove pomeridiane, si realizzerà  nel quadro delle iniziative della “Rete delle scuole con indirizzo musicale” e coinvolgerà allievi delle tre scuole medie in cui è attivato l’insegnamento del flauto traverso: “Stoppani” e “Ticozzi” di Lecco, “Monsignor Vitali” di Bellano.
Il concerto si tiene oggi, giovedì 4 aprile, alle ore 17.30 nell’aula magna della “Stoppani”. Un’occasione per lasciarsi inebriare dalla melodia del flauto che, sempre con le parole di Gibran, “vibra dalla pace del cuore”.

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