martedì 8 ottobre 2019

Il cardinale Gianfranco Ravasi a Cominetti: “Vi guidi la serenità mozartiana”

Il cardinale Gianfranco Ravasi
(C.Bott.) “Vi esprimo tutta la mia stima e la mia simpatia in occasione del concerto per i settant’anni dell’Agimus. Saluto in particolare il maestro Ennio Cominetti, direttore artistico dell’Associazione giovanile musicale - Sezione Lombardia, e tutti i suoi collaboratori, da tempo impegnati a promuovere la cultura musicale, principalmente tra i giovani. Vorrei esprimere la mia ammirazione per la qualità di tale iniziativa nella splendida cornice della Basilica di San Marco, legata al breve soggiorno milanese del giovanissimo Mozart nel 1770. Proprio alcune delle sue composizioni saranno al centro della manifestazione, rivelandone la carica teologica e spirituale che la musica riesce a regalarci, come nel solenne Exsultate, jubilate”.
Inizia così il messaggio che il cardinale Gianfranco Ravasi indirizza al musicista varennese Ennio Cominetti in occasione del concerto che si terrà domani, mercoledì 9 ottobre, appunto nella basilica milanese in piazza San Marco per il settantesimo anniversario di fondazione dell’Agimus.
Il presidente del Pontificio consiglio della cultura aggiunge: “Papa Benedetto XVI, raffinato cultore della musica mozartiana, in un discorso del 7 settembre 2010 ebbe a dire che in Mozart ogni cosa è in perfetta armonia, ogni nota, ogni frase musicale è così e non potrebbe essere altrimenti. Anche gli opposti sono riconciliati e la mozart’sche Heiterkeit, la “serenità mozartiana”, avvolge tutto, in ogni momento. L’opera del compositore austriaco, infatti, non ignora ma assume l’esistenza umana con una intensa ricerca spirituale”.
Il musicista Ennio Cominetti
“Già tutto il testo sacro, dalla Genesi all’Apocalisse - si legge sempre nel messaggio del cardinale Ravasi - è intrecciato di musica, mentre il silenzio e il rumore sono segno di maledizione. La fine ultima della storia, rappresentata simbolicamente dalla nuova Gerusalemme, sarà accompagnata dalla musica. A tal riguardo, è significativo che tutta la trama del libro dell’Apocalisse sia una vera rigenerazione musicale per solisti, coro e orchestra: è sufficiente evocare il concerto grandioso delle sette trombe o i cori che aprono tutte le pagine del libro al punto di farne una sorta di spartito musicale”.
Il cardinale aggiunge: “Ecco perché il silenzio del canto è considerato come un simbolo del giudizio divino. Quando sulla Babilonia imperiale passerà la tempesta della condanna del Signore, “il suono degli arpisti e dei musicisti, dei flautisti e dei suonatori di tromba non si udrà più in te... Il canto dello sposo e della sposa non si udrà più in te” (Apocalisse 18,22). Un autore cristiano del VI secolo, Cassiodoro, confermava: Se noi continuiamo a commettere l’ingiustizia, Dio ci lascerà senza la musica. Sia dunque la musica, e nello specifico della serata sia “la serenità mozartiana” a guidarvi verso nuovi orizzonti di pace e condivisione, ad accompagnarvi nella ricerca quotidiana del Vero, così da realizzare già su questa terra il grido Esultate, giubilate, o voi anime beate”.
Ricordiamo che mercoledì 9 ottobre alle 21 nella Basilica di San Marco si esibiranno Francesca Sorteni (soprano) e l’Orchestra cameristica lombarda diretta da Cominetti. Carlotta Oggioni sarà la voce narrante.
15 euro il posto unico (10 per i soci Agimus). Informazioni al 339-41.61.359.
Il botteghino, domani sera, sarà aperto a partire dalle ore 20.

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