lunedì 8 aprile 2019

Un mese senza Antonio Balbiani. Una messa lo ricorda all’Abbazia di Valvisciolo


Antonio Balbiani con sua moglie Vittoria alla festa degli auguri natalizi del Lions club Riviera del Lario. Era il 1989.

(C.Bott.) Un mese senza Antonio Balbiani. Era l’8 marzo quando veniva a mancare all’età di 87 anni l’ex pubblico amministratore mandellese, grande appassionato di arte e di archeologia e in generale di storia locale. Una passione, la sua, che l’aveva portato a dedicare pubblicazioni, studi e articoli proprio alla storia del territorio lariano.

Un mese senza di lui e oggi pomeriggio alle 18, all’Abbazia di Valvisciolo, una messa lo ricorderà.
 A celebrare il rito eucaristico sarà don Andrea, priore di quell’Abbazia edificata in stile romanico-gotico-cistercense, considerata uno tra i più grandi capolavori della provincia di Latina.
Perché a Valvisciolo e perché don Andrea? E’ presto detto. Perché il sacerdote prima di essere chiamato lo scorso anno a esercitare il suo ministero in terra laziale era il priore dell’Abbazia di Piona. A lui era ed è rimasta particolarmente legata Tatiana, figlia del geometra Balbiani. E lui ha battezzato i suoi figli Giovanni e Odette (di quest’ultima è stato anche padrino proprio di battesimo).
Piace ricordare in questa circostanza che Antonio Balbiani fu per oltre tre lustri conservatore dei Musei civici di Lecco e diresse il Sistema museale della Comunità montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e riviera.
Insegnò educazione artistica e svolse attività pittorica, grafica e costumistica.
Collaborò a riviste e giornali e pubblicò come detto monografie di storia, architettura e arte. Numerosi sono per l’appunto i suoi scritti, così come gli articoli apparsi su riviste archeologiche.
Balbiani fu altresì tra i fondatori del Centro di cultura del Mandellasco, di cui fu presidente per alcuni anni.
Ricoprì incarichi di ispettore onorario per il ministero dei Beni culturali e venne nominato consigliere onorario della Società archeologica comense per gli scavi archeologici eseguiti e per i suoi studi sul territorio del Lario.
Oggi alle 18, dunque, la messa in suo suffragio e una preghiera. Per non dimenticare.

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