mercoledì 9 ottobre 2019

Mandello. I cuori si aprono alla solidarietà, nel nome di Morena

Destinati a “Cancro primo aiuto” e al Soccorso degli alpini i fondi raccolti in ricordo della giovane mandellese
Morena Zucchi
(C.Bott.) Più volte, anche dopo il manifestarsi della malattia, aveva affiancato le associazioni mandellesi, a iniziare dal Gruppo amici di Luzzeno, in occasione di ogni iniziativa e di ogni festa organizzate con l'intento di destinare a scopo benefico i fondi raccolti. Tanto più se dietro un evento vi era il proposito di aiutare e sostenere la ricerca sul cancro.
Morena Zucchi, morta il 29 settembre alla soglia dei 41 anni, fino all’ultimo ha combattuto. E fino all’ultimo ha sostenuto chi si batte a favore di chi è colpito dalla malattia, anche e soprattutto per garantire condizioni di vita dignitose.
Così lo scorso 20 settembre, dunque pochi giorni prima che il suo grande e forte cuore cessasse di battere, la giovane mandellese aveva voluto presenziare in ospedale a Lecco all’inaugurazione dell’acceleratore lineare di ultima generazione di cui il “Manzoni” ha potuto dotarsi proprio grazie alle donazioni e alla raccolta di fondi organizzata fin dal 2016, tra le altre associazioni, da “Cancro primo aiuto”, che a Mandello aveva trovato da subito il sostegno incondizionato del Gal.
Così Carlo Pietro Soatti, primario del reparto di Radioterapia dell’ospedale cittadino, sulla sua pagina Facebook non aveva esitato a definire Morena “una grande donna”. “Ha combattuto fino all’ultimo”, aveva scritto nel congedarsi da lei e nell’augurarle “buon viaggio”.
Aveva tante amiche e tanti amici, Morena. E praticamente tutti, dopo la sua scomparsa, hanno voluto tradurre in un gesto concreto quel loro legame di affetto (oltre a manifestare in modo tangibile la loro vicinanza ai familiari della giovane) raccogliendo oltre 2.500 euro, già destinati a “Cancro primo aiuto” e al Soccorso degli alpini di Mandello, come da sua espressa volontà.
A questi si sono aggiunti i contributi raccolti con generosità e altruismo dalle coetanee e dai coetanei del 1978 e tra i colleghi dei suoi più stretti familiari, ma anche da chi semplicemente aveva conosciuto Morena e aveva preso a cuore le sue battaglie di solidarietà, combattute come detto senza risparmio di forze e di energie.
A tutti loro va il “grazie” di mamma Piera e papà Angelo, del fratello Gerry (con Cristina e con le figlie), di Riccardo e naturalmente di Cristiano e Giulia, i due figli di Morena. Di più, “il mondo” di Morena.
Un “grazie” dettato dal cuore, con l’auspicio che gesti così concreti di generosità e altruismo siano di esempio e di stimolo in altre situazioni e in diverse circostanze. Un “grazie” che idealmente arriva anche da Morena.

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