martedì 1 ottobre 2019

Una lettera: “Che delirio per le Frecce e chi è più debole andrebbe aiutato!”

Da Mandello riceviamo e pubblichiamo:
Domenica 29 settembre decido di organizzare un’uscita con mio padre con un’auto dell’associazione Anteas in quanto lui, ospite della casa di riposo di Mandello, è in carrozzina. Destinazione Varenna, Frecce tricolori.
Con noi c’è anche una volontaria del Soccorso degli alpini. Dopo aver percorso la Ss 36 dall’Orsa, usciamo a Bellano e scendiamo per dirigerci verso Varenna.
L’ordinanza prevedeva che da Bellano a Lierna il senso di marcia fosse unicamente verso sud (direzione Lecco). Ci troviamo invece auto che sfrecciano “contromano” e quindi telefono alla polizia stradale per avere informazioni (forse un cambio di programma dell’ultimo minuto?).
Mi viene comunicato che avrebbero controllato... Sta di fatto che all’altezza di Gittana il blocco totale della viabilità (premetto che eravamo in auto dalle 9.30 ed erano le 11.10) ci induce a ritornare a Bellano e a prendere nuovamente la “36” per evitare di rimanere imbottigliati nel caos con mio padre per troppo tempo.
Ovviamente percorriamo la strada verso nord anche perché a quanto pare il divieto di transito non era più operativo e auto e moto continuavano a percorrere la Provinciale in direzione nord...
A questo punto iniziamo la salita verso l’imbocco della “36” per tornare verso Lecco, cercando nel frattempo un punto in cui fermarci e far scendere mio padre.
Nel momento in cui stiamo accostando, due poliziotti in motocicletta della Stradale invece di agevolare ciò che stavamo facendo, magari dandoci una mano, ci redarguiscono in malo modo intimandoci di spostarci.
Il punto è che non eravamo l’unica auto in posizione non consentita. Sul ciglio della strada in ogni dove e a qualsiasi altezza c’erano auto e moto parcheggiate selvaggiamente. L’accanirsi verso un’auto che trasportava una persona in carrozzina credo sia stata l’ennesima pessima dimostrazione di come, anche tra le forze dell’ordine, vi sia chi, invece di aiutare i più deboli, si scaglia contro di loro, forse per sfogare la frustrazione di non poter fare la voce grossa con i più forti. Che tristezza!
Giovanna Lissoni - Mandello

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