lunedì 27 gennaio 2020

“Gilardoni Spa” tra passato, presente e futuro. Un museo valorizza il percorso dell’azienda

Uno spazio museale racconta ora il cammino della "Gilardoni Spa" di Mandello.
Nata nel 1947, ha contribuito a scrivere la storia del settore in cui opera, guardando sempre all’innovazione e al futuro, tanto da anticipare in molti casi il cambiamento. Da poco, a valorizzare il percorso di eccellenza di “Gilardoni Spa” è un’area museale, creata all’interno della sede di Mandello, che attraverso fotografie, vecchi macchinari e documenti storici ripercorre le tappe di una lunga storia imprenditoriale, costellata di successi.
La “Gilardoni” nasce come detto nel ‘47 dall’intuito dell’indimenticato Arturo Gilardoni. Tutto ha inizio visitando la mostra del 1927, allestita a Como per commemorare il centenario della morte di Alessandro Volta: le innovazioni legate all’elettricità portarono il futuro ingegnere a focalizzare i suoi interessi di studio nel campo dei raggi X.
Risale al 1932 il brevetto relativo al metalloscopio a particelle magnetiche per il controllo dei manufatti metallici, che apre la strada a una sperimentazione che ancora oggi continua in diversi ambiti produttivi.
Poi è lo stesso ingegner Gilardoni a rivoluzionare il settore creando, nel 1948, il primo monoblocco da terapia e, poco dopo, da media diagnostica.
L'ingegner Arturo Gilardoni.
A partire dal secondo dopoguerra le ricerche si focalizzano nel settore ospedaliero e, fino al 1955, in particolare nella diagnostica per immagini, nella radioterapia e nel controllo non distruttivo dei materiali.
Nel 1970, dopo 24 anni di sperimentazioni e ricerche, lo stabilimento, il vecchio e piccolo filatoio, raddoppia le sue dimensioni divenendo una struttura di oltre 17.000 metri quadrati.
Da quel momento la “Gilardoni” non conosce soste ed è costantemente orientata verso traguardi innovativi come quelli della sicurezza aeroportuale e dei controlli di qualità dei trasporti, senza tralasciare l’iniziale settore della diagnostica radiologica.
Oggi l’azienda si pone nel mercato globale tra i principali produttori di apparecchiature a raggi X e ultrasonore, in particolare all’interno dei settori medicale, della sicurezza e dei controlli non distruttivi.
“Siamo da sempre convinti che il vero valore della nostra azienda sia quello di sapere guardare al futuro, adattandosi ai tempi o addirittura anticipandoli - evidenzia Marco Taccani Gilardoni, oggi alla guida dell’azienda - Ma abbiamo ritenuto importante anche la valorizzazione del nostro percorso, consapevoli di quanto siano determinanti le radici per guardare sempre avanti, dando continuità a quanto avviato da Arturo Gilardoni più di settant’anni fa”.
Marco Taccani Gilardoni
“Ancora oggi - aggiunge - trasferiamo le tradizionali competenze nella produzione di apparecchiature a raggi X e ultrasonore in settori nuovi quali quelli delle immagini digitali e lo sviluppo della loro interpretazione, attraverso sofisticati sistemi di intelligenza artificiale. I nostri obiettivi aziendali vengono perseguiti senza trascurare il contatto con le nuove generazioni e con il mondo dell’università e della ricerca, attraverso la collaborazione con i maggiori atenei italiani e esteri e la partecipazione ai convegni internazionali di settore, con l’obiettivo di contribuire a creare le condizioni per l’accesso alle conoscenze tecnologiche e per la loro continua evoluzione”.
La sistemazione degli archivi ha consentito di focalizzare lo straordinario percorso dell’azienda, documentando un’intensa attività divulgativa e di ricerca, tramite pubblicazioni scientifiche, cataloghi, grafiche pubblicitarie, insieme ad oggetti tecnologici, macchinari, applicazioni e supporti, conservati nei depositi.
Una parte consistente di questo fondo è costituito dalle pubblicazioni che si sono nel tempo occupate delle scoperte innovative iniziate da Arturo Gilardoni a partire dal 1932, insieme a quelle divulgative da lui scritte.
Tra i materiali spicca la conservazione integrale dei Notagil, il periodico italiano tecnico-scientifico edito da Gilardoni a partire dal 1963 con una tiratura iniziale di 10.000 copie.
Uno speciale settore è dedicato alla conservazione dei tubi radiogeni prodotti dalla “Gilardoni” a partire dal 1958, vere e proprie rarità tecnologiche come la serie dei “Rotagil”, tubi ad anodo rotante per le apparecchiatile della diagnostica medicale che apriranno ampi campi di future ricerche.
Tra le curiosità emerse dalla consultazione dei documenti d’archivio, il progetto per un “rifugio antiatomico” semplice ed economico, ideato da Arturo Gilardoni negli anni Ottanta, per la produzione in serie e a prezzi contenuti di ricoveri a disposizione
Le visite al museo possono essere effettuate durante l’orario lavorativo (fino alle ore 16 di ogni giorno).
Va detto infine che anche la pagina di Wikipedia dedicata ad Arturo Gilardoni è stata recentemente aggiornata, così da rendere accessibili a tutti le informazioni su una figura che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del settore (https://it.wikipedia.org/wiki/Arturo_Gilardoni).

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