giovedì 23 gennaio 2020

Mandello consegna domani la civica benemerenza all’imprenditrice Silvia Buzzi

La cerimonia venerdì 24 al “De André”. Nella stessa sera l’attribuzione delle borse di studio e la celebrazione del “Giorno della memoria”
L'imprenditrice Silvia Buzzi.
(C.Bott.) La consegna della civica benemerenza, poi l’attribuzione delle borse di studio e lo spazio dedicato al “Giorno della memoria”, istituito con la legge 211 del 2000 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Una serata tra riconoscimenti e riflessioni, quella di domani venerdì 24 gennaio, al cineteatro comunale “Fabrizio De André” di Mandello. Un appuntamento significativo e in quanto tale particolarmente sentito, che si aprirà alle 20.30 con la seduta di consiglio comunale dedicata esclusivamente al conferimento della civica benemerenza a Silvia Buzzi.
Nella motivazione che accompagna l’attribuzione del riconoscimento all’imprenditrice mandellese si evidenziano il suo impegno per l’attività industriale di famiglia e la sua attenzione al mondo dell’associazionismo, al territorio, alla società e alle persone in difficoltà.
“Ha seguito l’azienda di famiglia Icma, fondata dalla nonna Matilde Carcano, determinandone un grande sviluppo - si legge sempre nella motivazione - e conferisce dal 1996 le borse di studio ai figli dei dipendenti”. Dunque “un esempio di attenzione alle famiglie dei lavoratori” e “un aiuto concreto per la crescita delle nuove generazioni”.
“Ha ricoperto incarichi prestigiosi in seno alla Confindustria lecchese - si afferma ancora - promuovendo l’imprenditoria femminile. Ha contribuito, con cospicui investimenti, alla riqualificazione del centro sportivo comunale, del rifugio “Bietti-Buzzi” di proprietà del Cai Grigne di Mandello e ha aiutato tante realtà e famiglie all’interno della comunità. Sulle orme del padre Luigi e della madre Elena è esempio di profonda umanità, discrezione e estrema vicinanza alla comunità mandellese”.
L’atto successivo della serata di venerdì 24 sarà come detto rappresentato dalla consegna di 24 borse di studio agli studenti che nell’anno scolastico 2018-2019 hanno frequentato con particolare profitto le Superiori. A riceverle saranno Sara Vitali, Jacopo Curioni, Daniele Manzini e Alessio Greppi (classe I), Luca De Battista, Alice Arnaudo, Benedetta Maglia, Laura Renna, Marco Melzi e Giulia Bugana (classe II), Edoardo Moneta, Jacopo Perego, Filippo Zucchi e Luca Kossler (classe III), Giada Comini, Angela Carminati, Alessandro Pandiani, Laura Dell'Oro e Micaela Cosco (classe IV), Federico Bongiovanni, Gaia Torri, Matteo Alkin Faggi, Thomas Lafranconi e Giada Gaddi (classe V).
Quindi spazio alla musica e alle riflessioni, con l’esibizione del violinista Janos Hasur in un ideale cammino tra musiche ebraiche klezmer alternate da racconti, citazioni e poesie.
Il violinista Janos Hasur.
Origini ungheresi, Hasur dopo le scuole primarie ha proseguito gli studi al Conservatorio “Bela Bartok” di Budapest, quindi all’Accademia della musica “Liszt Ferenc” di Pécs, dove si è laureato nel 1971. Professore di violino a Kaposvàr, primo violino dell’Orchestra sinfonica di Kaposvàr e dell’Orchestra del Teatro “Csiky Gergely” di Kaposvàr, nel ‘75 è stato chiamato a far parte del celebre gruppo Vizonto, tra i migliori del “folk revival”.
Dal 1988 è membro dei Kolinda, altro gruppo d’avanguardia del folk ungherese con cui ha tenuto concerti ovunque, con apprezzamenti da parte del pubblico e della critica.
Piace in conclusione riportare quanto si legge nei primi due articoli della legge 211 del 20 luglio 2000: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della memoria”, al fine di ricordare la shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
E ancora: “In occasione del “Giorno della memoria” sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi possano non accadere mai più”.


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