mercoledì 2 gennaio 2019

Lecco. “La Befana vien di notte” il 6 gennaio allo Spazio Teatro Invito


(C.Bott.) Per la sesta edizione della rassegna teatrale domenicale per bambini e famiglie “C’è spettacolo a teatro”, domenica 6 gennaio alle ore 16 a Lecco, presso lo Spazio Teatro Invito in via Ugo Foscolo 42 (Zona Iperal) spettacolo La Befana vien di notte con Patrizia Geneletti (regìa di Oreste Castagna) a cura della compagnia “Teatro Prova”.

In un’atmosfera giocosa l’attrice racconta del mito, delle filastrocche e delle storie antiche sulla Befana, per restituirci, nella magia e con simpatia, il fantastico personaggio che ancora oggi fa sognare bambini e adulti.
Ingresso unico 5 euro, con apertura della biglietteria alle ore 15 del giorno stesso dello spettacolo.

Allo scoccare del 6 gennaio
Befanì, Vegia bacucca, Vecchia vegeta, Pifanie, Strieta, Marantega, Barbasa, Buffaneigghie: tanti nomi ha la Befana, la signora misteriosa che, in fondo a quella calza lunga lunga appesa vicino al camino, lascia carbone oppure doni.
Viene da lontano, a cavallo della sua fedele scopa e la scorta di regali: arriva allo scoccare del 6 gennaio, in una notte che sa di magico e misterioso.
Si dice che in quella notte gli animali parlino tra loro il linguaggio degli uomini, i prati si riempiano di fiori, l’acqua dei ruscelli si trasformi in olio o in vino.
Ma guai a chi osasse guardare tutti questi prodigi: rischierebbe la triste sorte di quel carrettiere che spiò la strana conversazione tra il suo cavallo e la Befana.
Il fatto che sia vecchia, con il naso bitorzoluto, i capelli arruffati e stopposi come una strega non significa che sia malvagia: è vero che si mangerebbe i bambini ma… di baci!
In accordo segreto con la sua civetta spia, tiene ben segnate su un libro tutte le impertinenze che hanno commesso durante l’anno per premiarli o punirli con quel carbone che prepara facendo legna e bruciandola mentre sferruzza calze.
La Befana ama i bambini, adora portar loro i regali seguendo mappe che soltanto lei riesce a decifrare: calandosi da camini a volte troppo angusti e fuligginosi, si trova tra calzini puzzolenti e camerette in disordine per raccogliere i soffi dei loro desideri con la scatola raccogli sogni.
E’ proprio il sogno di Arianna, che vuole che tutti siano più buoni, a spingere la Befana a cercare il fiore del cuore: è un piccolo fiore giallo, il fiore d’oro dell’Oriente, il fiore dell’armonia: Kiku. E dal quel giorno in ogni calza che riempie lascia un seme di quel fiore tanto prezioso e unico.
E pensare che tutto questo viene da molto lontano: da Strenia, lo spirito delle feste dell’antica Roma, la personificazione della salute pubblica, quella da cui è cominciato l’ambaradam dei ‘portaregali’: San Nicola, Santa Lucia, i Morti, i Magi, San Simone, San Martino, Santa Caterina, Sant’Antonio Abate e Babbo Natale, fino al Bambino Gesù.

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