08 luglio 2020

Riflessi di una quarantena. Ad Abbadia Lariana le “macro” di Vincenzo Bonvicini

Mostra fotografica della guida ambientale escursionistica mandellese in sala civica dall’11 al 26 luglio
(C.Bott.) Approfittare della quarantena, periodo difficile per tutti, per riscoprire la macchina fotografica. E perfezionare tecniche che si credevano dimenticate. O anche soltanto che da tempo venivano trascurate. E’ quanto ha fatto Vincenzo Bonvicini, mandellese, naturalista e guida ambientale escursionistica. E, per l’appunto, appassionato di fotografia.
“Nei lunghi mesi dell’emergenza e del lockdown - dice - dovendo necessariamente restare a casa ho approfondito lo studio della fotografia macro, un genere che mi ha sempre appassionato e che ho potuto studiare più a fondo”. “La mia ricerca - aggiunge - si è concentrata sugli elementi naturali che avevo a disposizione a casa, sfruttando l’acqua come mezzo per interpretare i diversi soggetti”.
Ora anche per Bonvicini è arrivato il momento… di ripartire. E sarà, per lui, una ripartenza importante, che lo vedrà allestire una sua mostra presso la sala civica “don Carlo Gnocchi” in via Nazionale ad Abbadia Lariana. L’appuntamento, da non perdere, è in agenda da sabato 11 a domenica 26 luglio.
In questa mostra Vincenzo Bonvicini, che ha studiato scienze naturali all’Università Statale di Milano, proporrà 20 scatti effettuati come detto durante (e subito dopo) la quarantena.
“In quei mesi - osserva la guida ambientale - quasi ogni giorno prendevo la mia macchina fotografica e provavo tecniche e scatti nuovi, oltre a set di luci particolari, e proprio grazie al periodo di lockdown ho avuto la possibilità di migliorare e affinare in poco tempo la mia tecnica”.
“Alla mostra di Abbadia - aggiunge - allestirò anche un “set” di quelli utilizzati durante la quarantena. Sarà così possibile constatare che la strumentazione necessaria non è costituita da nulla di speciale. Servono soltanto buona volontà e un po’ di fantasia”.
La rassegna espositiva avrà come tema principale l’utilizzo dell’acqua come mezzo per osservare gli oggetti da prospettive diverse grazie ai riflessi sulla superficie dell’acqua stessa e all’effetto lente delle gocce.
Resta da aggiungere che i soggetti utilizzati sono tutti legati alla natura. Già, perché l’emergenza Covid-19 non poteva certo mettere in secondo piano la formazione di Vincenzo Bonvicini. E il suo filo diretto con l'ambiente.


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