lunedì 30 settembre 2019

Abbadia ha accolto don Fabio: “Eccomi, sono qui e cammineremo insieme”


Don Fabio Molteni, nuovo parroco della comunità pastorale di Abbadia Lariana e Crebbio.
di Claudio Bottagisi
Nel piazzale antistante il parco di “Chiesa rotta”, dove è giunto puntualissimo alle 20, il primo saluto gliel’ha rivolto il sindaco.
“Oggi siamo in festa e entusiasti di poter percorrere un tratto del nostro cammino insieme, pur non dimenticando gli insegnamenti di don Vittorio”, ha premesso Roberto Azzoni, che poi si è rivolto al nuovo parroco affermando: “La comunità che la accoglie è formata da 3.200 persone sparse in più frazioni, tra lago e montagna, con sensibilità e esperienze estremamente diverse. Siamo una comunità viva, numerose associazioni, sportive e non, che se chiamate si mettono a disposizione per fare solidarietà”.
Poi ancora: “Un paese in salute, ma con alcune fragilità spesso celate. La accoglie anche un’amministrazione comunale disponibile al confronto, alle idee e ai progetti nel rispetto dei ruoli, lavorando insieme per il bene comune e per far crescere una comunità secondo quanto ci compete”.
Il sindaco ha quindi accostato simbolicamente all’immagine del campanile i due ruoli che all’interno di una comunità spettano al parroco e alla pubblica amministrazione. “Il campanile presenta, per tradizione, un orologio di competenza del Comune - ha detto Azzoni - mentre le campane sono di competenza della parrocchia. Coesistono, hanno due funzioni diverse ma funzionano in sincronia e di supporto vicendevole. Sono sindaco da pochi mesi e anch’io sono a stretto contatto con questa comunità. Credo allora che questo supporto vicendevole sia fondamentale per il tragitto che dovremo percorrere”.
L’augurio di “un buon cammino” e di “una lunga e proficua attività pastorale”, dopidiché don Fabio Molteni, che appunto ieri sera ha fatto il suo ingresso ad Abbadia Lariana quale nuovo parroco della comunità pastorale di San Lorenzo e di Sant’Antonio in Crebbio, ha dato al primo cittadino (e idealmente all’intera cittadinanza) una prima conferma: “Certo, caro sindaco, lavoreremo insieme e, insieme, porteremo avanti un progetto per il bene comune”.
Preceduti dal corpo musicale mandellese, parroco, sindaco, autorità civili, militari e religiose anche della vicina Mandello hanno poi raggiunto in corteo, percorrendo il lungolago, il sagrato della chiesa di San Lorenzo. Lì ad attendere don Fabio, che negli ultimi undici anni ha svolto il suo ministero a Tavernola, c’era il vescovo di Como. Monsignor Oscar Cantoni gli ha consegnato simbolicamente le chiavi dell’edificio religioso. “Con queste - gli ha detto - aprirai le porte al Signore, che vorrà uscire dalla chiesa per andare in mezzo alla gente”.
Un primo canto del Coro Sant’Ambrogio di Lierna ha accolto il sacerdote all’interno di una parrocchiale forse mai come ieri sera tanto gremita e dove i primi atti sono stati rappresentati dalla lettura del decreto di nomina, dalla firma dei verbali di ingresso e dall’espressione della volontà da parte di don Fabio di assumere e adempiere i doveri del suo ministero.
Quindi, appena prima di lasciare l’assemblea e congedarsi dalla comunità di Abbadia, il vescovo Oscar si è rivolto al nuovo parroco esprimendogli l’augurio di vivere questo tempo nella gioia fraterna. “Sono questa sera ad Abbadia per la prima volta - ha detto il prelato - e non sono venuto a mani vuote ma con il vostro nuovo pastore, che accompagno come fa un padre con il proprio figlio”.
“Don Fabio - ha aggiunto - ha iniziato il suo ministero ad Albosaggia, per poi essere vicario nella parrocchia di San Giorgio a Como, quindi in Valle Intelvi alla guida delle comunità di Casasco, Pigra e Blessagno e da lì a Tavernola. Il parroco è un inviato e qui continuerà il cammino di fede da voi già percorso con don Vittorio, che io definisco un giovane di 80 anni”.
Ma da ieri sera per Abbadia inizia una nuova avventura, un nuovo passaggio. “Sviluppo e rinnovamento sono figli della continuità di ciò che lo Spirito Santo ha operato con voi e per voi - ha sottolineato ancora il vescovo - e allora non ripartirete da zero, ma riprenderete con rinnovato impegno”.
Infine un auspicio per don Fabio: “Vivi questo tuo nuovo impegno pastorale in obbedienza della volontà di Dio, che non mancherà di sostenerti. E anch’io continuerò a seguirti come padre e come fratello maggiore”.
In precedenza don Fabio aveva ricevuto il saluto della comunità pastorale di San Lorenzo e Sant’Antonio. “Siamo contenti, don Fabio, che tu sia giunto in mezzo a noi - aveva detto un parrocchiano - In questo periodo, dopo la partenza di don Vittorio, abbiamo sperimentato la mancanza di un pastore. Abbiamo colto che la presenza di un parroco in una comunità non è da considerare qualcosa di scontato o di dovuto, ma un dono prezioso che ci dà modo di fare esperienza concreta della misericordia di Dio, dell’ascolto della Parola, della grazia dei sacramenti”.
“Ora accogliamo te - aveva aggiunto - pronti a riprendere il cammino insieme. Ti assicuriamo il nostro impegno e la nostra preghiera affinché il tuo prezioso servizio sia sempre sostenuto dal Signore. L’augurio è che, insieme, possiamo costruire la nostra nuova comunità pastorale fondata sulla parola e sulla grazia del Signore, impegnandoci nel rispetto e con stima vicendevole”.
Infine un’invocazione: “Chiediamo a Maria, madre del Signore e madre nostra, e ai nostri santi patroni l’aiuto in questo nuovo cammino della nostra comunità”.
Il saluto del sindaco, Roberto Azzoni, a don Fabio.
Subito dopo, il saluto dei bimbi della scuola dell’infanzia “Sant’Antonio” di Crebbio: “Ora sei tu il parroco che verrà a trovarci, a salutarci, a raccontare, a pregare, a far festa con noi e con le nostre famiglie, ma anche a controllare che tutto funzioni bene. Ci parlerai di Gesù e della sua mamma. Forse ci insegnerai qualche canto e anche noi, con la nostra allegria, potremo insegnarti qualche gioco o qualche canzone che sappiamo”.
A tutti, idealmente, si è poi rivolto don Fabio nella sua omelìa, introdotta da un inequivocabile “Eccomi”.
Da dentro un sacco portato all’altare il nuovo parroco di Abbadia ha tolto, uno dopo l’altro, tre oggetti: un bastone, una palla e la ruota di una bicicletta. “Il bastone serve per camminare - ha spiegato - e allora dovremo camminare insieme, capendo dove ci vorrà portare Gesù. E io cercherò di indicarvelo. La palla, poi, indica la docilità. Se tu sei bravo, dove tu vuoi lei va. Così noi dobbiamo essere docili alla parola del Signore. La ruota della bicicletta, infine, è sostenuta da tanti raggi, che verso il centro si avvicinano sempre di più. Così dovrebbe essere la nostra comunità cristiana, partecipe di un progetto importante che guarda a Dio”.
Infine un momento di commozione, quando don Fabio ha ricordato gli undici anni trascorsi a Tavernola. “Non sono pochi - ha sottolineato rivolgendosi in particolare a quei suoi ormai ex parrocchiani giunti ad Abbadia per salutarlo - e soprattutto in questi undici anni abbiamo fatto tanta strada insieme”.
Al termine della celebrazione eucaristica non è mancato il momento della consegna dei doni da parte della comunità pastorale che ha accolto don Fabio, classe 1966, come nuovo parroco e appunto dei suoi ex parrocchiani sia del quartiere di Como sia dell’attuale comune di Centro Valle Intelvi, istituito il 1° gennaio 2018 e presente con i suoi pubblici amministratori, oltre che con una nutrita rappresentanza di cittadini.
L’ultimo canto del coro, Resta qui con noi,  poi sul sagrato - prima del momento di festa in palestra - un lungo applauso. E ancora un po’ di spazio alla commozione.
Nel servizio fotografico di Claudio Bottagisi, le immagini dell’ingresso del nuovo parroco della comunità pastorale di Abbadia e Crebbio, don Fabio Molteni.

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