domenica 29 settembre 2019

La vita è una sfida, affrontala. Tu, Morena, ce lo hai insegnato

di Claudio Bottagisi
“Poi me lo scriverai un articolo?”. Me l’avevi chiesto qualche mese fa, ma quel “poi” non avrei voluto sentirlo. Mi ero limitato a sorriderti, ma avrei voluto risponderti: “Cosa dici, Morena?”. In realtà non sapevo cosa dirti. Fingere di non aver capito? No, non con te. Qualche tempo dopo mi avevi anche inviato alcune tue foto, quasi a volermi dire: “Mi piacciono e quando avverrà utilizza queste”.
Soltanto pochi giorni fa con Whatsapp mi avevi mandato un video che avevi appena realizzato, mettendo una dopo l’altra, dalla nascita ad oggi, le foto di tua figlia Giulia. Lei da sola, lei in famiglia, lei al mare o davanti a una torta di compleanno. Lei teneramente addormentata accanto a Cristiano, l’altro tuo “gioiello”. Lei sul lago e in montagna, lei nei giorni di festa, lei con un’espressione di stupore o di gioia, lei in piscina o con alcune tue amiche. Lei con i nonni, o al ristorante.
Alla fine del video, montato con la canzone Più bella cosa di Eros Ramazzotti a fare da indovinata colonna sonora, una frase: La vita è una sfida, affrontala.
Quattro minuti e mezzo, secondo più secondo meno, di ricordi. Belli, bellissimi. “Sto preparando un video per Giulia - mi scrivesti - per Comunione e Cresima…”. Ma Giulia quando farà la Comunione e la Cresima?, ti avevo chiesto. “A maggio 2020”, mi avevi risposto. E poi, con un successivo messaggio: “Mi porto avanti”.
C’era tutto, in quel “mi porto avanti”. Praticamente il seguito di “Poi me lo scriverai un articolo?”. Anche quella volta non avevo saputo risponderti. Anzi non è vero, ti avevo detto che il video era davvero bello e tenero. E che eri stata brava, come sempre.
Una settimana prima ti avevo cercato in piazza Mercato. Erano i giorni del motoraduno internazionale e ti avevo trovata come al solito indaffarata dietro il banco dei dolci e del caffè, con i tuoi amici del Gal Luzzeno. “Dai, vado avanti”, mi avevi detto quando ti avevo chiesto come stavi. Regalandomi poi il tuo dolce, immancabile sorriso.
“Devi andare avanti”, ti avevo detto. Ma io, maledizione, ripensandoci forse avevo fatto più fatica a sorriderti.
Quante volte, Morena, mi è accaduto e mi accade di ripensare a quella sera a casa tua a Luzzeno in compagnia dei tuoi genitori, di un paio di amici e naturalmente con Giulia e Cristiano, promessa del tennis ma bravo anche a ping pong. L’avevo sfidato, dopo una splendida cena a base di pizzoccheri, rimediando com’era prevedibile una sonora batosta. Avevamo poi chiacchierato, io e te, quando Giulia e Cristiano erano andati a dormire. E prima tu avevi voluto che ci scattassero una fotografia con il cellulare e insieme, mettendoci in posa, avevamo sorriso.
“La vita è una sfida, affrontala”. Tu la stavi affrontando a viso aperto, altro che con rassegnazione! Sembrava impossibile ti potesse sfuggire tanto erano la grinta e il coraggio con cui stavi combattendo.
Già, parevi invincibile, almeno ai miei occhi ma credo non soltanto ai miei. E forse è anche per questo che quando mi avevi chiesto “Poi me lo scriverai un articolo?” non avevo voluto dare troppo peso a quella domanda. Ma cosa mi stai dicendo?, avrei forse dovuto risponderti. Sì, perché tu le sfide le affrontavi per vincerle. Tutte, compresa quella con la malattia. Fin dal primo mese, fin dal primo giorno.
E invece… Forse stanotte non dormirò, pensandoti. Forse penserò a dove puoi essere adesso, a cosa stai facendo e mi chiederò se potrai leggere questo pezzo. Perché tu eri certa che “poi” te lo avrei scritto, un articolo. Ne ero sicuro anch’io, soltanto non volevo ammetterlo, prima di tutto a me stesso.
“La vita è una sfida, affrontala”. Che bella lezione hai dato a tutti noi, Morena. Una lezione di vita. Ricordamela, stanotte, se non dormirò. Perché anche se non potrò più vedere il tuo sorriso, anche se non potrò più ascoltare la tua voce, anche se mi mancheranno i tuoi complimenti per le foto che ti inviavo o per un articolo che avevi particolarmente apprezzato, tu quella sfida non l’hai persa. No, neppure stavolta.

2 commenti:

  1. CLAUDIO uno splendido articolo è sono convintissimo che Morena ne sarebbe stata contenta. Noi come allegra brigata, invece non riusciremo a fare quello che ci aveva chiesto, cantare in chiesa per lei " Madonna nera".purtroop di fatto siamo quasi sciolti e con immenso dispiacere non riusciamo a mantenete quanto promesso, perdonami Morena, sarai sempre nei nostri cuori.

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  2. BELLISSIMO ARTICOLO !!!! Morena era tutto quanto descritto. I suoi due "gioielli" avranno l'impronta indelebile di quanto la mamma con grande amore e dedizione ha loro insegnato. Li guiderà sicuramente ancora per tutto il percorso della loro vita. MORENA SEI STATA VERAMENTE UNA GRANDE PERSONA E SARAI SEMPRE NEI MIEI INDIMENTICABILI RICORDI. MI RACCOMANDO DA LASSU' RICORDATI ANCHE DI ME!!!!

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