mercoledì 24 giugno 2020

Canottaggio. Panizza operato a una spalla: “In autunno tornerò ad allenarmi, aspettando Tokyo”

Al campione mandellese, tesserato sia per la Guzzi sia per le Fiamme gialle, era stata riscontrata la lesione al cercine glenoideo
Il mandellese Andrea Panizza.
di Claudio Bottagisi
“Sto abbastanza bene e l’intervento è andato nel migliore dei modi, addirittura meglio del previsto. Adesso dovrò tenere il tutore per un mese, poi mi aspettano tre mesi di riabilitazione e in autunno conto di tornare ad allenarmi”. Andrea Panizza, mandellese, uno tra i giovani di punta del canottaggio italiano, parla da Sabaudia dell’operazione alla spalla destra cui si è sottoposto lunedì a Roma.
“Aveva iniziato a farmi male al punto che non riuscivo più a remare - aveva spiegato qualche giorno fa il vogatore cresciuto alla scuola remiera della gloriosa “Moto Guzzi” e tesserato sia per la Canottieri mandellese sia per il Gruppo sportivo Fiamme gialle - Così mi sono sottoposto a risonanza, che ha riscontrato una lesione al cercine glenoideo, con tanto di cisti”.
A darne notizia, nel fine settimana, era stato il sito Internet della Federazione italiana canottaggio, a cui Andrea aveva riferito: “Lunedì mi opero e per alcune settimane dovrò portare un tutore, poi inizierò la riabilitazione. Il 2020 è evidentemente un anno particolarmente sfortunato e alla fine è un bene che i Giochi olimpici siano stati rinviati al 2021 per la pandemia, così avrò modo di recuperare”.
“Nel caso in cui si fossero tenuti regolarmente tra luglio e agosto - aggiungeva - avrei potuto intervenire chirurgicamente soltanto sulla cisti e stringere i denti, ma sarebbe stato un rischio che avrebbe potuto compromettere la spalla, dunque tutto il mio percorso. Adesso invece pensiamo a risolvere il problema, poi lavoreremo per rientrare in squadra”.
Quella del 2020, in effetti, doveva essere l’estate dei sogni per tutti gli atleti chiamati a prendere parte ai Giochi di Tokyo, programmati dal 24 luglio al 9 agosto. Niente di tutto questo. E doveva essere anche l’estate di Andrea Panizza, 22 anni il prossimo 14 luglio, capace di vincere nel 2018 a Plovdiv, in Bulgaria, il titolo mondiale con il “quattro di coppia” e di conquistare, nello stesso anno, l’oro ai campionati europei, con lo stesso armo e il medesimo equipaggio, di cui facevano parte anche Filippo Mondelli, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili.
Covid-19 a parte, già a inizio anno il destino aveva deciso che insieme, quei “magnifici quattro”, in Giappone non ci sarebbero andati. Era gennaio, infatti, quando a fermare il venticinquenne comasco Mondelli fu una patologia ossea che nelle settimane successive l’avrebbe costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico per l’asportazione di un osteosarcoma alla gamba sinistra.
Andrea Panizza, che lo scorso anno ai Mondiali di Linz, sempre nel “quattro di coppia” e sempre con Mondelli, Rambaldi e Gentili si era aggiudicato la medaglia di bronzo, era rientrato a Mandello da Sabaudia a metà marzo e da subito aveva iniziato ad allenarsi per non perdere la forma e la condizione.
“A casa ho il remoergometro e i rulli - ci aveva detto a fine aprile, in piena emergenza coronavirus - poi ci sono i pesi. Insomma, riesco a dedicare ogni giorno due o tre ore agli allenamenti e in questa fase direi che va bene così, anche se prima dell’emergenza le ore riservate alla preparazione erano molte di più”.
Passati il lockdown e la fase più critica dell’emergenza sanitaria, ecco sopraggiungere il dolore alla spalla e questa settimana, come detto, l’intervento, che costringerà Panizza a un altro stop forzato.
A spiegare il problema di Andrea, dimesso ieri mattina dopo gli ultimi controlli, era stato nei giorni scorsi il professor Antonio Spataro, presidente della Commissione medica della Federazione italiana canottaggio e direttore dell’Istituto di medicina e scienza dello sport del Coni. “La diagnosi parla di lesione del cercine glenoideo associata a cisti paralabrale - aveva detto - Richiederà un intervento di sutura artroscopica, che sarà eseguito dal professor Francesco Franceschi, responsabile dell’unità operativa arto superiore e arto inferiore del Policlinico universitario Campus bio-medico di Roma, più la rimozione della cisti. La prognosi sarà di tre mesi, dopodiché Andrea potrà riprendere gli allenamenti”.
Guardando alla ripresa dei raduni e agli Europei Senior e pesi leggeri di Poznan del prossimo ottobre, il direttore tecnico della Nazionale, Francesco Cattaneo, dal canto suo aveva sottolineato: “Con Panizza perdiamo un altro elemento importante dopo Filippo Mondelli e questo ci costringe a modificare alcuni piani. Andrea dovrà ora pensare a fare la giusta riabilitazione. Noi speriamo di trovarlo pronto e del tutto ristabilito per fine ottobre, quando inizierà nuovamente il percorso olimpico verso Tokyo 2021”.
“Per quanto riguarda il “quattro di coppia” - aveva aggiunto - stavamo già lavorando per trovare un’alternativa a Mondelli e eravamo sulla buona strada, poi l’emergenza sanitaria ci ha frenato e ora dovremo cercare un ulteriore nuovo elemento per il quadruplo sulla strada di Poznan, che contiamo di tornare a percorrere, se l’evolversi della situazione epidemiologica sarà quello di questi giorni, dal prossimo 6 luglio con il primo raduno post-Covid”.

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