sabato 13 giugno 2020

Una lettera: “Gli odori nell’aria di Mandello? Non è cambiato proprio nulla!”

Francesco Silverij: “Con il primo caldo siamo tornati a chiudere le finestre. Una palese e insopportabile limitazione della libertà individuale”
Pubblico amministratore fino ai primi mesi del 2018, il mandellese Francesco Maria Silverij ci invia l’intervento che di seguito pubblichiamo:
Chi pensava che la vicenda degli odori che emanano dalla “Gilardoni Vittorio” fosse una pratica se non chiusa almeno in via di definizione sbagliava clamorosamente. E nonostante il Comitato nato alla bisogna, a cui va ancora una volta il nostro ringraziamento, abbia portato il problema su tutti i tavoli il risultato è quanto meno sconcertante.
Ricordando i due solleciti della Provincia di Lecco inoltrati all’azienda per ottenere comunicazione in merito al famoso cronoprogramma da loro presentato e una terza comunicazione inviata sempre dalla Provincia all’Arpa in cui si chiedevano parere e considerazioni sull’argomento stesso, siamo ad oggi nella medesima situazione di partenza. Finito il lockdown e a ripresa dei lavori l’odore si è palesato forte e acuto come prima.
Relazioni, studi e tavoli tecnici sono stati soltanto chiacchiere nelle quali si è perso anche il ruolo del sindaco Fasoli, che - pur avendo firmato l’esposto alla Procura di Lecco - ad oggi non è ancora in grado di dire che fine abbia fatto e se mai qualcuno l’abbia ancora letto.
Un balletto prevedibile? Oggi viene da pensarlo, con amarezza e preoccupazione. Il diritto alla salute è sacrosanto come quello al lavoro. E ritengo incredibile che, mentre si è trovata l’acqua su Marte, non ci sia modo (certo se lo si vuole) di farli convivere.
Sconcertante, poi, è un passaggio presente nell’ultima relazione Arpa che asserisce che il problema dell’inquinamento odoroso sarebbe praticamente in via di risoluzione poiché le segnalazioni di disagio da parte dei cittadini sono significativamente diminuite.
Insomma l’oblio ha avvolto la vicenda e ad oggi tutto è fermo, con il risultato che chi ha sollevato l’annoso problema altro non sarebbe stato se non un “rompiscatole”.
Nessuno vuole almeno ipotizzare che il calo delle segnalazioni sia il solo risultato dello scoramento e della sfiducia dei mandellesi, che si sono sentiti e si sentono impotenti a far sentire la loro voce e a far valere le loro ragioni?
Con il primo caldo siamo tornati a chiudere le finestre per evitare le ondate del cattivo odore. Una palese e insopportabile limitazione della libertà individuale. Ricordo al primo cittadino Riccardo Fasoli che in qualità di sindaco della salute pubblica ne è il primo responsabile e che quindi almeno si degni, per onore di firma, di sollecitare una risposta.
P.S.: Un consiglio al sindaco: non metta nel suo programma elettorale l’attenzione all’ambiente, sarebbe francamente troppo!
Francesco Maria Silverij - Mandello Lario

Nessun commento:

Posta un commento