martedì 30 giugno 2020

Mandello e il rientro in aula. Il sindaco: “No all’eliminazione della refezione e a orari troppo corti”

Riccardo Fasoli: “In questa fase di ripartenza post pandemia le esigenze del sistema scolastico devono conciliarsi con le necessità delle famiglie e degli alunni”
(C.Bott.) Da qualche giorno è ufficiale: la scuola riaprirà il 14 settembre. Regioni e enti locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro in classe dopo il lockdown seguito ai mesi dell’emergenza sanitaria e dopo le lunghe settimane della didattica a distanza.
“Dobbiamo avere una scuola più moderna, sicura e inclusiva”, ha detto di recente il premier Giuseppe Conte, che ha pure aggiunto: “Vogliamo classi meno affollate, scuole più pulite, accessi scaglionati, ma soprattutto niente doppi turni e mai più classi pollaio con trenta e più studenti”.
Quindi la sollecitazione di Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione: “Vogliamo fare scuola anche fuori dalla scuola. Portiamo allora gli alunni nei cinema, nei teatri, nei musei, facciamo in modo che respirino la cultura di cui hanno bisogno. E portiamo i più piccoli al parco, quando il tempo lo consente, a fare lezione”.
Ma qual è il punto di vista del sindaco di Mandello, Riccardo Fasoli, sul piano per il rientro a scuola a settembre? “Nel sistema scolastico che va dall’asilo nido alla scuola secondaria - premette - il ruolo delle amministrazioni locali è da sempre centrale. In questa fase di ripartenza post pandemia Covid-19 le esigenze del sistema scolastico stesso devono conciliarsi con le necessità delle famiglie e dei ragazzi”.
“Dopo una prima riunione dei sindaci - aggiunge Fasoli - la prossima settimana incontreremo il dottor Luca Volontè, dirigente dell’Ambito territoriale di Lecco dell’Ufficio scolastico regionale. Porteremo a quel tavolo di confronto la necessità di mantenere il servizio di refezione scolastica e di garantire orari scolastici che si concilino con le attività delle famiglie”.
Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello.
“Orari troppo corti o la decisione di eliminare il servizio di refezione scolastica - osserva sempre il primo cittadino mandellese - sono scelte che possono avere un impatto negativo sui ragazzi, sui lavoratori del sistema mense e sulla necessità di conciliare come detto le attività lavorative dei genitori”.
E per quanto riguarda gli spazi di cui disporre? “La definizione degli spazi e delle necessità educative - risponde il sindaco - ha un impatto diretto sui comuni che devono impiegare le loro risorse. E’ insomma una partita difficile, che si scontra spesso con le reali disponibilità di aule piuttosto che di locali aggiuntivi”.
“La speranza - conclude - è che la pianificazione in corso abbia carattere provvisorio e che le regole e gli eventuali sacrifici chiesti ad alunni e famiglie possano essere alleggeriti anche durante il corso dell’anno scolastico, provando a rientrare lentamente alla normalità”.

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