10 giugno 2020

Lierna e la spiaggia presa d’assalto. La minoranza: “Non serve arrabbiarsi… a tempo scaduto”

Mauri e Marcelli: “Il sindaco avrebbe dovuto prevenire il “misfatto”, preoccupandosi di mettere in sicurezza la “Riva bianca” a tutela della salute di tutti”
La spiaggia di "Riva bianca" a Lierna lo scorso lunedì 1° giugno.
Dai consiglieri comunali di “Vivere Lierna” Marco Mauri e Nunzio Marcelli riceviamo e pubblichiamo:
I consiglieri comunali di “Vivere Lierna” contestano il sindaco, Silvano Stefanoni, in merito a quanto da lui affermato sulla stampa e si dissociano dalle sue “battute” rilasciate lo scorso 3 giugno in una sua intervista.
Siamo rimasti basiti dall’ira postuma dell’autorità locale del paese che vanta una spiaggia tra le più belle e frequentate del nostro lago. Tutti sanno che da anni “Riva bianca” (e non solo quella) tempo permettendo viene presa d’assalto nei fine settimana e nei giorni festivi da fine maggio a fine settembre.
Quest’anno, nelle prime festività di giugno e con tanto sole, dopo il “liberi tutti - il virus è clinicamente morto” e tre lunghissimi mesi di isolamento e limitazioni personali, con il portafogli alleggerito, molti nostri “vicini senza spiaggia”, forse più degli altri anni, hanno scelto il nostro lago e appunto la nostra bella “Riva bianca”.
Il sindaco, informato dai giornali che in “Riva bianca” 500 o più persone e famiglie intere stazionano allegramente e festeggiano il piacevole momento  non rispettando alla lettera il distanziamento e l’uso della mascherina, così come prescritto, si arrabbia tanto.
Preso atto del misfatto e con molta ira afferma: “Non ce l’aspettavamo, siamo stati colti di sorpresa dai turisti. La “Riva bianca” non è un lido privato come la punta di Grumo, è uno spazio pubblico e non posso contingentare gli accessi. La chiudo”. Successivamente aggiunge: “Se chiudo la “Riva bianca”, è con il cuore in mano che piange e per colpa di tanti sciocchi, ma questi sciocchi li voglio guardare in faccia uno a uno e poi li aspetto davanti all’ospedale e li prendo a pedate”.
Il sindaco, invece di arrabbiarsi a tempo scaduto, avrebbe dovuto prevenire il “misfatto” preoccupandosi di mettere in sicurezza la “Riva bianca” a tutela della salute di tutti, dei liernesi e degli ospiti del sistema turistico locale, gestendo al meglio quello che era largamente prevedibile.
Considerato il fatto che la questione coinvolge tutti i comuni del nostro lago, oltre alle parole sagge del prefetto avrebbe dovuto perseguire le finalità prospettate dal presidente Lusardi dell’Autorità di bacino del Lario. Chiudere la spiaggia di “Riva bianca” a seguito di una “tardiva arrabbiatura”, con carta e “filo spinato” posto innanzi i quattro accessi alla Riva, così come ai tre accessi di Punta di Grumo, che per circa 70 metri quadrati è gestita da un privato ma che per i restanti 2.000 metri è ancora una spiaggia “pubblica” come “Riva bianca” non va bene.
“Chiudo tutto”, con o senza il cuore in mano per non affrontare la complessità della questione, non è buona cosa per un amministratore di un piccolo paese che si vanta di essere “turistico”. Non si invoca il “sistema turistico” quando serve per fare cassa e tanto meno “guardando in faccia i turisti uno a uno o prendendoli a pedate nel sedere”. I cittadini si tutelano affrontando e risolvendo i problemi e, considerata la complessità della questione, possibilmente insieme agli altri (autorità e istituzioni del territorio).
Ai turisti ospiti si deve chiedere di condividere e rispettare le regole che ci sono anche per il rispetto dovuto a noi del posto, ma usando gli appositi strumenti con autorevolezza e buon senso. Non con le battute infelici o… alzando i muri.
Marco Mauri e Nunzio Marcelli, consiglieri comunali di “Vivere Lierna”

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