23 marzo 2023

Mandello Lario, novant’anni di passione per la carta. Buon compleanno e lunga vita, “Icma”!

L’azienda destina 20.000 euro al restauro della fontana dei giardini pubblici donata al Comune nel 1956 dalla famiglia Carcano

 
(C.Bott.) Novant’anni di passione per la carta. Novant’anni di storia di un’azienda oggi conosciuta (e riconosciuta) a livello internazionale. Novant’anni contrassegnati, come per qualsiasi impresa, da cicli favorevoli e da altri sfavorevoli, ma sempre con la volontà di guardare a ciò che di positivo può esserci in ogni situazione e ai problemi come a opportunità di miglioramento. Novant’anni senza mai farsi prendere dalla paura di rimettersi in gioco, se necessario, con l’intento di raggiungere comunque gli obiettivi prefissati.
Novant’anni di “Icma” e un cammino che inizia il 22 marzo 1933, quando Matilde Carcano, una tra le prime donne imprenditrici italiane, fonda a Mandello Lario l’"Industria carte metallizzate e affini" e dà avvio a un ininterrotto cammino imprenditoriale tutto al femminile.

 
Novant’anni da “celebrare” e l’azienda di via Risorgimento l’ha fatto ieri pomeriggio invitando nel proprio atelier i dipendenti di ieri e di oggi anche per dire loro che è motivo di orgoglio vedere le scatole e gli shopper di grandi marchi italiani e stranieri diffusi in tutto il mondo realizzati con le carte “Icma”.
Novant’anni caratterizzati dal proposito di “fare impresa” non soltanto per il risultato economico, comunque indispensabile per la sopravvivenza di qualsiasi attività industriale, ma anche per il bene della società, nel rispetto delle persone e, non ultimo, dell’ambiente.
Lo ha ricordato Silvia Buzzi ringraziando tutti i dipendenti, quelli di oggi e appunto quelli di ieri. “Tutti voi - ha detto - avete contribuito a far sì che “Icma” tagliasse il traguardo dei 90 anni più vivace che mai e ciascuno di voi ha la sua personale storia legata a questa azienda”. “Grazie a voi che qui lavorate tuttora o avete lavorato - ha aggiunto - e ai miei familiari che hanno condiviso le soddisfazioni ma anche le preoccupazioni che la gestione di un’azienda comporta”.

Elena Maria Carla Torri e Marco Nigrelli.
 
“Dalla “Icma” sono passati 800 dipendenti - ha aggiunto l’imprenditrice - ed è bello essere qui oggi a ricordare la storia di questa nostra azienda, ma soprattutto augurarle un futuro ancora lungo e radioso”.
Poi sullo schermo sono passati i nomi e i volti proprio di coloro i quali hanno scritto con il loro lavoro la storia della “Icma”, dopodiché Elena Torri e Marco Nigrelli hanno annunciato la decisione dell’azienda di destinare la somma di 20.000 euro a un intervento “a favore della nostra bella Mandello”. Quattro gli obiettivi individuati: nuovi giochi per bambini, la sistemazione del campo da calcio in frazione Rongio, il restauro degli affreschi della chiesa di San Giorgio e il rifacimento della fontana posizionata alla fine del viale centrale dei giardini pubblici.
A votare il progetto preferito sono stati proprio i dipendenti della “Icma” e la scelta è caduta sul restauro della fontana dei giardini, tra l’altro donata al Comune di Mandello dalla famiglia Carcano nel 1956.
Infine, immancabile in ogni festa di compleanno che si rispetti, il taglio della torta. Accanto a loro, Silvia Buzzi ed Elena Torri hanno voluto Maria Zucchi, entrata in “Icma” nel 1948 e rimasta in azienda fino al 1983, e Simone Aprile, in ordine di tempo l’ultimo dipendente a essere stato assunto.

 
Le tappe di un lungo cammino
I primi lavori della “Icma” riguardano la nobilitazione e la goffratura della carta stagnola, prodotta dalla “Antonio Carcano”, ma ben presto si passa alla patinatura e goffratura di carte e cartoncini per la creazione di prodotti destinati al mercato della cartotecnica e della legatoria.
A metà anni Cinquanta è la figlia di Matilde Carcano, Elena Bianchi, ad assumere la guida della “Icma”. Grazie alla passione per la meccanica e per la chimica del marito Luigi Buzzi, fondatore della “Cemb”, si introducono importanti innovazioni tecnologiche.
Va detto che già dopo i primi anni di lavoro l’azienda contava più di 100 dipendenti poiché molte lavorazioni erano  manuali.
All’ingegner Buzzi si devono molti degli ampliamenti che costituiscono l’attuale struttura e il rinnovamento degli impianti tecnologici, oltre alla cultura di impresa che spingeva all’aggiornamento continuo dei processi produttivi e dei prodotti.

 
Negli anni Settanta la “Icma” inizia a produrre carte vellutate con una tecnologia dedicata. L’ingresso in azienda di Silvia Buzzi, nipote di Matilde Carcano, datato 1973, coincide con l’aumento della produzione, che diventa più flessibile grazie all’introduzione di una macchina in grado di patinare in modo moderno e di vellutare. Iniziano i primi investimenti mirati alla riduzione dell'impatto ambientale: il primo passo è il trattamento degli scarichi aziendali liquidi, che vengono riciclati nel processo produttivo. Il laboratorio chimico viene ampliato per consentire migliori controlli e un’attività di ricerca più strutturata.
Nei primi anni Duemila Elena Maria Carla Torri, figlia di Silvia Buzzi, diventa responsabile marketing. La quarta generazione dà uno slancio alla gamma dei prodotti e agli investimenti, con uno sguardo attento ai cambiamenti nel mercato del lusso.
L’azienda si amplia con un nuovo stabile per la produzione e i magazzini. Con l’acquisizione di concorrenti francesi e italiani, “Icma” continua a crescere.

 
Nel 2009 ottiene la certificazione FSC e due anni dopo riceve il premio “Imprese e responsabilità sociale” per le migliori prassi aziendali in Lombardia.
Il 2011 è l’anno delle nozze di Elena Torri con Marco Nigrelli, che porta in “Icma” le sue competenze manageriali e di marketing.
Nel 2014 Elena Torri viene nominata CEO, l’azienda cresce come numero di dipendenti e quote di mercato, raddoppiando il proprio fatturato, e investe per innovare le carte in modo che bellezza e sostenibilità, sociale e ambientale, possano camminare di pari passo.
Nel 2017 l’azienda mandellese ottiene la certificazione ISO 9001:2015 e nel 2019 pubblica il primo bilancio ambientale secondo gli standard ISO.
 
Silvia Buzzi
 
Nel periodo della pandemia entra a far parte del movimento B Corporation, divenendo una delle prime aziende al mondo nel settore cartario (e la prima in Europa) a ottenere questa certificazione.
Nel 2021 “Icma” modifica il proprio statuto sociale e diventa una società benefit: nel documento sono inserite le finalità di beneficio comune che meglio rappresentano i valori del “manifesto Icma”, con la convinzione che oltre agli obiettivi economici un’azienda debba dare spazio a scelte di responsabilità che abbiano un impatto positivo sulla società, sulla crescita della comunità e sulla biosfera.
La certificazione B Corp, il servizio di economia circolare Rinascimento, l’adesione al programma Treedom, con la creazione in Camerun della foresta Letizia formata da oltre 400 piante, la partecipazione alla campagna #iopagoifornitori e il lancio della collezione Kind (carte 100% riciclate certificate FSC Recycled Credit) sono tra i primi risultati concreti del “2030 Lab”, laboratorio di innovazione con un programma di ricerca volto a adottare buone pratiche in fatto di sostenibilità aziendale, di prodotto e di processo, che prende il nome dall’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile.
Nasce il “manifesto” di “Icma”, una dichiarazione dei valori, degli obiettivi e delle aspirazioni dell’azienda che riporta il motto della fondatrice: “In labore fortuna”.
Nell’ottobre 2021 l’azienda lancia il nuovo brand e-commerce Manamant, una selezione di carte decorative e articoli di stationery che si rivolgono al mondo del design e della creatività, ma anche a tutti gli amanti del dettaglio.
Il resto è storia di oggi. E, più ancora, di domani.
 




















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