martedì 18 febbraio 2020

Abbadia e don Carlo Gnocchi. Oggi al centro anziani “rivive” l’impresa della “Freccia rossa”

A parlare del raid motociclistico Milano-Oslo organizzato nell’estate 1949 in collaborazione con gli scout milanesi sarà Federica Frattini
(C.Bott.) Lo scorso mese di novembre, nel decennale della beatificazione di don Carlo Gnocchi avvenuta nel 2009 ad opera dell’allora arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi, il Comune di Abbadia Lariana e la parrocchia di San Lorenzo avevano onorato il presbitero, educatore e scrittore, cappellano militare degli alpini nel secondo conflitto mondiale, con una serie di iniziative, tra cui un incontro denominato “8.000 chilometri per don Gnocchi” che si era tenuto in sala civica per rievocare l’impresa della “Freccia rossa”.
A quell’incontro aveva partecipato, tra gli altri, Federica Frattini, coautrice e curatrice del volume La Freccia rossa - 1949, diario di una impresa scout attraverso l’Europa.
Federica Frattini tornerà oggi pomeriggio, martedì 18 febbraio, ad Abbadia per parlare di quell’evento presso il centro anziani. L’appuntamento è per le ore 14.30.
Come noto quello di Abbadia con don Carlo Gnocchi è un legame profondo. Al “papà dei mutilatini” è innanzitutto dedicata la sala civica comunale e nel 2012 era giunta in paese la teca con la reliquia del beato. A consegnarla ufficialmente all’allora parroco don Vittorio Bianchi erano stati Arturo Gazzini e Pietro Pratelli, che conobbero don Gnocchi e che negli anni della guerra ne sperimentarono lo spirito caritatevole.
“Freccia rossa” sta a indicare il raid motociclistico Milano-Oslo organizzato nell’estate 1949 proprio da don Carlo in collaborazione con gli scout milanesi. L’impresa passò alla storia con l’appellativo di “Freccia rossa” per via del colore dei venticinque “Guzzini 65” che partirono verso la Scandinavia allo scopo di tracciare una via d’amore lunga 1.800 chilometri per congiungere i popoli nella pace.
“Sulle ali della “Freccia rossa” - ebbe a scrivere in proposito don Carlo - la voce dei piccoli mutilati di guerra invita l’Europa all’amore e alla pace”.
Quell’avventura motociclistica nacque anzitutto dalla figura poliedrica e dalla vasta cerchia di amicizie di don Ghetti, il quale riuscì a coinvolgere in quell’impresa a favore dell’Opera di don Gnocchi numerosi scout e gruppi lombardi. Poi il cardinale Ildefonso Schuster, la Moto Guzzi e numerosi sponsor in campo industriale.
Il viaggio fu preceduto da varie cerimonie di presentazione, con presenze autorevoli, tra le quali l’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi.
La mattina del 17 luglio 1949 la colonna dei “guzzini” prese il via dal Castello Sforzesco, con la benedizione del cardinale e la consegna di un messaggio per il vescovo di Oslo. Il sindaco di Milano, Antonio Greppi, affidò una targa e il guidone della città da presentare al sindaco della capitale francese.
E oggi pomeriggio Abbadia Lariana tornerà come detto a rivivere idealmente quell’impresa.

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