sabato 8 febbraio 2020

“La lealtà dell’amore”, Scipione e Annibale nel romanzo storico di Enrico Rigamonti

Il racconto tende a mettere in luce la personalità dei personaggi, esaminandone i caratteri e le reazioni agli eventi che li coinvolgono. E il tema dell’amore permea l’intero corso della narrazione
(C.Bott.) “Roma! Tu vieni a promettermi Roma!”, Annibale puntò la spada alla gola dell’interlocutore. La sua risata sarcastica saturò l’aria. Poi la voce si fece grave e carica di minaccia. “E chi mi dice che il tuo non sia un inganno? Forse dovrei affondarti la lama della mia spada nella gola? A Segunto siete allo stremo, l’assedio vi ha piegati. Potresti aver agito per disperazione, magari su mandato di altri! Dovrei ucciderti subito, come si fa con le spie”. “Se tu, Annibale, mi avessi considerato tale, non mi avresti rivolto tutte queste domande, mi avresti trafitto e basta. Tu sai bene che non sono una spia e che la promessa che ti ho fatto non è lontana dalle tue inclinazioni”.
Inizia così, con questa scena ambientata nella tenda di Annibale nel settembre dell’anno 219 avanti Cristo, La lealtà dell’amore, il nuovo romanzo storico di Enrico Rigamonti e già quel dialogo con cui appunto si apre il primo capitolo del libro promette una trama avvincente. E accattivante.
Il contesto storico è quello della seconda guerra punica e degli anni immediatamente precedenti, con il giovane Scipione (destinato a essere soprannominato “l’africano”) e lo stesso Annibale che vivono le loro personali storie d’amore.
Enrico Rigamonti
Diverso è tuttavia l’approccio al sentimento sia da parte dei due condottieri sia delle protagoniste femminili. Queste ultime hanno peraltro molto in comune: lo stesso profondo e irremovibile senso di lealtà, che le porterà ad affrontare numerose e difficili prove, vissute da entrambe con fermezza di carattere e ferrea determinazione.
Sullo sfondo, i principali momenti del conflitto nel loro esatto svolgersi, cruento e feroce.
Il romanzo tende a mettere in luce la personalità dei personaggi, esaminandone i caratteri e le reazioni agli eventi che li coinvolgono, superando così la semplice narrazione storica per offrire un affresco più ampio e dalle molteplici sfaccettature.
Non mancano episodi enigmatici, permeati di mistero, che alla fine troveranno una risoluzione.
Il tema dell’amore permea invece, con tutta la sua magnetica attrattiva, l’intero corso della narrazione.
Enrico Rigamonti, laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esercita a Lecco la professione di avvocato. Patrocinante in Cassazione e avanti le giurisdizioni superiori, è autore di una serie di romanzi, oltre che di una raccolta di poesie.
La lealtà dell’amore è edito da “Il seme bianco”, marchio distribuito da “Lit edizioni Srl”.

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