giovedì 13 febbraio 2020

“Umbre de muri”, Giulia Molteni a Milano nel giorno degli 80 anni di Fabrizio De André

Con lei al “MaMu” di via Soave martedì 18 febbraio anche Ranieri “Ragno” Fumagalli
Giulia Molteni, al "MaMu" di Milano martedì 18 febbraio.
(C.Bott.) Un viaggio musicale nella produzione discografica di un grande cantautore, con particolare attenzione ai brani che mettono al centro gli emarginati, gli “ultimi” o, come amava chiamarli Fabrizio De André, i “futuri vincitori”. Un tema che si snoda nelle periferie e prende forma attraverso le canzoni. Ecco allora Umbre di muri, dove le ombre sono le stesse che passano sotto i nostri occhi, senza che neppure ce ne accorgiamo. Sono quelle che intravediamo sulle pagine dei giornali o alla televisione. E che ritrovano dignità nelle canzoni di un poeta di poche parole... Poche, certo, ma quelle giuste, che fanno bene al cuore.
Umbre de muri è la denominazione dello spettacolo in scena martedì prossimo, 18 febbraio, al “MaMu” di Milano, il Magazzino della musica di via Soave 3 (cortile interno, nelle immediate vicinanze di Porta Romana), luogo di incontri e di ascolto dedicato appunto alla musica dove - con inizio alle 19.30 - Giulia Molteni e Ranieri “Ragno” Fumagalli omaggeranno De André.
Un concerto in un luogo significativo (“MaMu” è sinonimo di diffusione, conoscenza e pratica della musica) e in un giorno importante: il 18 febbraio, infatti, Fabrizio De André avrebbe compiuto 80 anni.
Ranieri "Ragno" Fumagalli
Nato a Genova nel 1940, genio della canzone e tra i più grandi poeti italiani del Novecento, 65 milioni di dischi venduti, morì nel gennaio 1999 e lo scorso anno, in occasione del ventennale della sua scomparsa, proprio Giulia Molteni e Ranieri Fumagalli (lei voce e pianoforte, lui flauti e ocarine) furono protagonisti di un applauditissimo concerto all’auditorium della “Casa dell’economia” di Lecco. Due ore di musica e canzoni, due ore di magìa e poesia. Due ore di emozioni. E sarà così, è facile prevederlo, anche martedì prossimo nel capoluogo lombardo.

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