venerdì 14 febbraio 2020

Linda Spandri e “Il mondo di sotto” domani al Festival del libro per ragazzi

La mandellese sarà alle 14.30 al Palasole di Bellano e proporrà anche alcuni brani musicali in duo con Giuseppe Spatafora
Linda Spandri, mandellese.
(C.Bott.) Da domani al 22 febbraio sarà di scena “Yeah!”, il Festival del libro per ragazzi proposto dall’associazione “Lettelariamente” di Lierna e destinato a coinvolgere le scuole della riviera orientale del ramo lecchese del Lario e in particolare le primarie dei rioni lecchesi di Santo Stefano e Bonacina, di Abbadia Lariana, Mandello, Lierna e Dervio e le secondarie di primo grado di Abbadia, Mandello, Lierna, Bellano e Dervio, oltre alle scuole dell’infanzia di Abbadia, Lierna, Varenna, Dervio e Vestreno.
Nel contesto della rassegna sono previste due giornate aperte al pubblico: sabato 15 e domenica 16. In entrambe le date il riferimento per chi vorrà intervenire agli appuntamenti proposti sarà il Palasole di Bellano, in via Tommaso Grossi.
Domani alle 14.30 è previsto un incontro con Linda Spandri, che presenterà il suo libro Il mondo di sotto (Yucaprint edizioni).
“E’ la prima volta che ho l’occasione di parlare di questo mio libro - spiega la mandellese - che dei quattro fin qui pubblicati è il primo scritto per i ragazzi. Ancora più significativo è il fatto che ne parlerò in un festival dedicato proprio a loro, ai ragazzi. Sono felice di come sta andando la promozione di questo romanzo (che ha visto la collaborazione di Marco Gennuso e Alessia Redaelli per l’editing e di Alessia Butti per la grafica, ndr) per il quale ho già vari contatti in biblioteche e scuole anche fuori provincia e che racconta una storia di immigrazione e inclusione”.
“La scelta di spazi noti e i tempi della mia infanzia - aggiunge - legano la storia della protagonista, Luna, appunto alla mia. Anni Novanta, un provincialismo opprimente dove gli unici stranieri di cui i bambini conoscono l’esistenza sono i pochi venditori ambulanti e i protagonisti delle foto dei missionari. Ma, in compenso, ci sono i meridionali e c’è chi dice alle bambine che i compagni delle famiglie del Sud “ti mettono gli occhi addosso già da adesso”. Ma qualcosa, all’improvviso, cambia. E’ il 1991 e da bambini è difficile capire fino in fondo cosa accada a Tirana (che per noi era facile confondere con Tirano, a poca distanza da casa). Non è immediato neppure rendersi conto che esistono stranieri che ci assomigliano, con la pelle dello stesso colore della nostra, così uguali e comunque così diversi, che i poveri ci sono anche in Europa e che poco più a Nord si preparano a soffiare, in pochi mesi, venti di guerra”.
Osserva sempre Linda Spandri: “La storia di Luna, una bambina con fantasia, interessi e un carattere che a volte la isolano dalle coetanee, inizia come la mia, alla vigilia della quarta elementare, con le immagini viste al Tg dello sbarco della nave “Vlora”, con il racconto dei rimpatri in Albania e con una raccomandazione del papà: “Se arrivassero bambini albanesi a scuola, cerca di essere gentile”. Nella mia classe non accadde nulla, ma in quella di Luna arriva Ilirjan, piccolo migrante con la cartella malconcia, i pastelli regalati da una maestra, una famiglia onesta che per sperare in un futuro migliore deve costruirsi persino un presente, dei compagni che trovano un nuovo obiettivo alle loro prese in giro”.
Ilirjan, il bambino straniero, e Luna, la bambina strana, non tardano a stringere un’amicizia che va oltre il loro essere diversi dagli altri. Insieme intraprendono un viaggio nell’incantato Mondo-di-sotto, tra  ragazzini con le orecchie feline, animaletti dalle tinte più svariate, dispettosi Funghignanti, coloratissimi Diufi, temibili Sauri, atipici vegetali.
E’ in questa realtà parallela, da cui è facile tornare indietro ma in cui è bello perdersi, che i protagonisti imparano a dare nome e soluzione alle proprie paure, per scoprirsi più forti nell’affrontare la quotidianità. Perché, come afferma Chesterton, “le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono: questo i bambini lo sanno già. Le fiabe insegnano che i draghi possono essere sconfitti”.
Va detto che per Linda Spandri Bellano è un luogo significativo. E' infatti il paese in cui è nata e, dal punto di vista della narrativa, quello in cui nel 2006 ha ottenuto il suo primo riconoscimento con un secondo posto al “Premio Luciano Lombardi”.
Domani pomeriggio, peraltro, la mandellese sarà al Festival del libro per ragazzi nella duplice veste di autrice e cantante. Proporrà infatti anche alcuni brani musicali e, per la prima volta, si esibirà con Giuseppe Spatafora.
Siciliano, da alcuni anni residente a Lecco, Spatafora ha iniziato a suonare la tromba quando era dodicenne e non ha mai smesso di studiare per perfezionarsi. Ha preso parte a diverse esperienze musicali, in più occasioni anche come solista. Predilige la musica classica, ma ama sperimentare e non disdegna l’approccio ad altri generi.
La proposta di formare un duo con Linda Spandri è stata proprio sua e risale all’autunno scorso. “Siamo partiti con organo e tromba dalla musica barocca - spiega la mandellese - per poi ampliare la scelta dei brani alla musica classica in senso più ampio e alle colonne sonore, con accompagnamento del pianoforte. Da lì ad arrangiare per chitarra e tromba canzoni folk inedite il passo è stato breve e così il repertorio che stiamo costruendo è ampio e versatile”.

Nessun commento:

Posta un commento