08 aprile 2020

Mandello. Un’insegnante scrive ai suoi alunni: “La solidarietà è una prova per diventare grandi”

La professoressa Simonetta Carizzoni: “Penso molto a voi e sono contenta di come vi state comportando nelle videochiamate”
(C.Bott.) Ieri la notizia del video realizzato dagli alunni di III C della primaria “Sandro Pertini” di Mandello per esprimere un grazie sincero ai loro insegnanti per l’impegno con cui stanno fronteggiando queste settimane di emergenza, anche e soprattutto attraverso la didattica a distanza, e per dire che a loro manca anche il non poterli rivedere. Ma a sentire la mancanza degli alunni sono gli stessi insegnanti, che pure li vedono quotidianamente in "video" e che comunque sono loro particolarmente vicini, pur se a distanza.
Ecco allora la decisione della professoressa Simonetta Carizzoni, insegnante di italiano, storia e geografia alla scuola secondaria di primo grado “Alessandro Volta”, di indirizzare ai “suoi” ragazzi una lettera per far capire che gli alunni stessi sono di aiuto ai docenti a sentirsi utili in questo periodo di distanziamento sociale e per dire loro che in questa difficile emergenza si stanno dando davvero tanto da fare, dimostrando un’educazione e una correttezza a dir poco sorprendenti e accrescendo negli adulti la consapevolezza che proprio i giovanissimi stanno vivendo un’esperienza che presenta per la crescita personale di ciascuno anche aspetti positivi.
Quello che segue è dunque il testo della lettera indirizzata agli alunni di seconda B da Simonetta Carizzoni, alla quale è affidato anche il "progetto ambiente" di cui il "Volta" è capofila all'interno di una rete: 
“Cari ragazzi, penso molto a voi e sono contenta di come vi state comportando nelle videochiamate. Mi pare anche di capire che la scuola vi manchi, soprattutto per i rapporti umani tra i compagni ma anche con i professori, e questa è una consapevolezza che ci ha regalato, tra tante difficoltà, questa emergenza.
Tutti noi saremo diversi dopo questa esperienza e voi, sicuramente, più grandi e coscienti di quante cose belle ci regalasse la normalità. Questa situazione ci obbliga a pensare, ad attivarci in tutti i modi.
Ecco alcuni consigli che già avevo condiviso con voi ma che volevo rimandarvi per questa “reclusione” obbligata, che mi sembra duri più del previsto: leggete libri e ascoltate chi legge per voi (ho pubblicato dei link per audiolibri). Anche l’Antologia ha letture interessanti, tra cui delle audioletture; scrivete ogni giorno qualcosa di importante per voi (potete farlo in un diario): un pensiero, un testo, un’idea, una riflessione o tutto quello che vi passa per la testa e conservatelo per il futuro, perché siete testimoni di una storia in diretta. La racconterete o la leggerete ai vostri figli e nipoti quando sarete più grandi; disegnate, dipingete e illustrate le vostre storie; ascoltate musica e, se siete capaci, suonate e inviate ad amici le vostre produzioni. E inventate canzoni; fate dei video e condivideteli con gli amici; create oggetti con fantasia e con ciò che avete in casa (riciclate con arte), fate foto del risultato e condividete; inventate ricette e pubblicatele, qualcuno proverà a farle e vi penserà; fate ginnastica e tenetevi in forma.
L’altra mattina mi sono commossa leggendo la notizia che il nostro sindaco dei ragazzi (“nostro” anche perché della nostra classe) ha suggerito di devolvere i 1.000 euro destinati alla Giornata dell’ambiente alla Fondazione comunitaria del Lecchese per sostenere gli ospedali di Lecco e Merate. Mi sono emozionata anche nel leggere che molte proposte fatte nel consiglio comunale dei ragazzi erano frutto del nostro lavoro sull’ambiente.
Sto rivedendo i vostri lavori, che per fortuna avevo fotografato o portato a casa. Presto ve li mostrerò per chiedervi conferma sui partecipanti. Saranno un positivo elemento di valutazione se non torneremo a scuola.
Un’ultima riflessione: la solidarietà tra compagni di classe e coetanei è un regalo di questo periodo da scoprire e conservare come esperienza per il domani. E’ una prova per diventare grandi e più attenti ai bisogni degli altri e al valore della vita e della libertà.
Vi penso e spero che di poterci rivedere presto in classe. Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie una buona Pasqua”.
La vostra “prof” Carizzoni
P.s.: Vi chiedo, se lo desiderate, di rispondere a questa mia lettera e di raccontarmi come passate le vostre giornate.

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