domenica 29 marzo 2020

All’asta il dipinto “Gasherbrum IV 1958”. Se lo aggiudica il Cai centrale

La cifra offerta dal sodalizio, pari a 6.000 euro, sarà destinata al fondo costituito presso la Fondazione comunitaria del Lecchese
Walter Bonatti con Reinhold Messner.
Dal Club alpino italiano nazionale l’offerta più alta per l’iniziativa del Cai Lecco e della “Fondazione Riccardo Cassin” finalizzata alla raccolta fondi per i presìdi ospedalieri del territorio impegnati nella difficile sfida al coronavirus.
Le offerte pervenute erano più d’una, ma è stato appunto il Cai ad aggiudicarsi il dipinto “Gasherbrum IV 1958” realizzato da Alessandro Giorgetta in occasione del 50° anniversario della spedizione al G IV guidata da Cassin, messo a disposizione dalla Fondazione e andato all’asta.
La cifra offerta dal Cai, pari a 6.000 euro, andrà direttamente al Fondo #AIUTIAMOCI costituito presso la Fondazione comunitaria del Lecchese.
“Quando abbiamo appreso del gesto generoso della “Fondazione Riccardo Cassin” rappresentato dalla scelta di mettere a disposizione il quadro di Giorgetta a testimonianza dell’impresa italiana al Gasherbrun IV non abbiamo avuto esitazioni – afferma il presidente del Cai, Vincenzo Torti - La qualità del dipinto e le firme con tanto di dedica che si leggono sul retro, apposte nel 2009 da Walter Bonatti, Reinhold Messner e Giuseppe Oberto, oltre a quella di Cassin, in occasione del 100esimo compleanno del grande capospedizione, rendono unica quest’opera che, se non più presso la famiglia Cassin che se ne è privata per un gesto di solidarietà, non poteva trovare altra sede in cui essere accolta se non quella del Club alpino, così da diventare patrimonio di tutti i soci di oggi e di domani”.
“La Fondazione Riccardo Cassin ringrazia il Cai Lecco per l’opportunità di partecipare all’iniziativa di raccogliere fondi attraverso un’asta destinata ad aiutare i nostri ospedali - è il commento di Marta Cassin - Siamo onorati che il nostro quadro “Gasherbrum IV 1958” sia stato destinato alla sede del Cai centrale e che possa rimanere per tutti i soci e gli amanti della montagna la testimonianza di una grande impresa alpinistica”.
“Grazie, una parola spesso usata più per cortesia che per convinzione - osserva dal canto suo Alberto Pirovano, presidente del Cai Lecco - Qui peraltro non ci sono dubbi, il grazie viene dal profondo del cuore di tutti i lecchesi”.



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