sabato 28 marzo 2020

Davide Corti, ricercatore mandellese in campo nella sfida al coronavirus

Lavora alla Humabs BioMed SA di Bellinzona, dove sono stati trovati due anticorpi per la prevenzione e la cura del Covid-19
Il ricercatore mandellese Davide Corti.
di Claudio Bottagisi
Parlano anche mandellese la sfida al coronavirus e la scoperta effettuata nei laboratori della Humabs Biomed SA di Bellinzona, filiale della Vir Biotechnology, dove - come riferiscono gli organi di stampa elvetici - sono stati identificati alcuni anticorpi monoclonali umani in grado di riconoscere e neutralizzare il virus responsabile del Covid-19.
Uno dei ricercatori è infatti Davide Corti, che da alcuni anni vive e appunto lavora a Bellinzona dopo avere intrapreso la professione di ricercatore al “San Raffaele” di Milano.
Corti è figlio di Graziano e di Rosella Locatelli. Il padre, ora pensionato, ha sempre lavorato alla Moto Guzzi e la madre, a sua volta in pensione e la cui famiglia si compone di nove tra fratelli e sorelle, alla “Carcano”.
Sposato con una collega ricercatrice di origini sarde, Davide Corti ricopre all’interno della Humabs Biomed SA il ruolo di SVP e direttore della ricerca sugli anticorpi.
E’ lui stesso a spiegare che “la capacità dell’anticorpo identificato, già trasferito per la produzione a una ditta cinese e a una americana, di neutralizzare il virus SARS-CoV-2 è stata confermata in due laboratori indipendenti”.
“L’anticorpo - ha detto il ricercatore - si lega a un epitopo su SARS-CoV-2 condiviso con SARS-CoV. Proprio l’abilità di legare un epitopo così conservato rende questo anticorpo di estremo interesse”.
La notizia è stata diffusa dalla stessa azienda elvetica, che ha parlato di “promettenti risultati” e non ha esitato a manifestare un certo entusiasmo per il fatto di “poter sviluppare due nostri anticorpi in tempi molto brevi”.
Il direttore generale Filippo Riva ha spiegato che “il contenimento del Covid-19 sarà possibile soltanto attraverso una combinazione tra prevenzione e cura”. “Nei nostri laboratori di Bellinzona - ha aggiunto - abbiamo iniziato sin da gennaio, prima che l’epidemia si diffondesse in Europa, a lavorare per identificare anticorpi per la cura del Covid-19. Abbiamo identificato un anticorpo prodotto dalle cellule B di un paziente guarito dalla Sars nel 2003 in grado di cross-reagire con SARS-CoV-2”.
La Humabs Biomed SA ha fatto altresì sapere che sta lavorando con l’obiettivo di isolare altri anticorpi, “che potrebbero essere utilizzati - ha chiarito Corti - per affrontare la pandemia in corso, così come altre possibili epidemie da coronavirus che potrebbero insorgere in futuro”.


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