mercoledì 18 marzo 2020

Gigi Alippi e il coraggio di vivere nella riservatezza sogni e progetti

Nel marzo di quattro anni fa la scomparsa del grande alpinista, classe 1936, una vita trascorsa ai Piani Resinelli
Gigi Alippi, classe 1936, scomparso nel marzo di quattro anni fa.
(C.Bott.) Un omaggio a Gigi Alippi, guida alpina e ragno della Grignetta, una vita trascorsa ai Piani Resinelli, scomparso il 28 marzo di quattro anni fa. Oggi sono rimasti in pochi a ricordarlo. Molti suoi amici, rocciatori o semplicemente appassionati di montagna della sua generazione, se ne sono andati a loro volta.
Alippi è stato un alpinista che nel corso degli anni, da protagonista, ha conseguito risultati lusinghieri sulle montagne di tutto il mondo, con all’attivo un ricco palmarès  di ascensioni.
Amava raccontare con parole scarne, ma appassionate e piene di fervore, le sue avventure e per quanto ha dato all’alpinismo lecchese non può e non deve essere dimenticato.
“Lecco e il suo territorio - così lo ricorda Renato Frigerio, lecchese, uomo di montagna e grande amico di Alippi - sapevano bene che Gigi aveva avuto il coraggio, la tenacia e la capacità di vivere nella riservatezza i suoi sogni e i suoi progetti e anche ora, a distanza di quattro anni, parlare di un amico scomparso è difficile. Si rischiano banalità, luoghi comuni, parole vuote e già usate. Quel che è certo è che ogni volta che un nostro caro amico di montagna se ne va ci lascia un vuoto immenso”. 
Spesso severo davanti a comportamenti e atteggiamenti che non condivideva, Gigi Alippi, classe 1936, era un uomo dalle passioni smisurate: le Grigne, dove è maturata la sua voglia di alpinismo e dove ha coltivato la sua passione per la montagna, e la caccia erano in primo piano. 
“La guida alpina Gigi Alippi sulle Alpi ha fatto alpinismo, quello con la A maiuscola - ricorda sempre Frigerio - scalando alcune tra le vie all’epoca più difficili. Fuori dall’Europa, sulle montagne del mondo, aveva all’attivo esperienze personali ovunque: nell’Artico e in Nord America, in Sud America e in Antartide, nell’Asia centrale come in Africa. Il suo profilo culturale verso l’alpinismo lo ha guidato in tutta la sua invidiabile carriera. Gigi sapeva bene dove collocarsi, con quel suo rispetto per l’alpinismo classico di grande respiro”.
Poi un riferimento alla personalità di Alippi. “Gigi aveva il suo carattere, certo non facile - dice Frigerio - Spesso ci si ritrovava a discutere sostenendo opinioni differenti, ma sempre con reciproco rispetto”.
E una consapevolezza: “Dobbiamo essere orgogliosi di avere avuto in sorte di percorrere insieme qualche tratto di cammino”. 

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