domenica 7 giugno 2020

Il sindaco di Lierna e i treni soppressi: “Ingiustificati quei tagli ai convogli locali”

Stefanoni: “Il distanziamento sociale per il coronavirus è più difficile da far rispettare sui diretti a causa del loro affollamento negli orari di punta”
(C.Bott.) “Non mi arrendo, anche se sono anni che non trovo chi veramente voglia ascoltarmi e aiutare a non far morire i paesi di questa riviera orientale”. Silvano Stefanoni, sindaco di Lierna, scrive al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, al presidente di Ferrovie Nord Milano Andrea Gibelli, all’assessore regionale alle Infrastrutture, ai trasporti e alla mobilità sostenibile, Claudia Terzi, e a Flavio Nogara, consigliere di amministrazione di Ferrovie dello Stato, in relazione al numero di corse dei convogli di Trenord attualmente in funzione sulla tratta Lecco-Sondrio e per esternare al riguardo una serie di considerazioni. E di preoccupazioni.
Il primo cittadino liernese premette che “sono stati ripristinati tanti diretti da e per la Valtellina” che “i tagli delle corse hanno penalizzato principalmente i treni locali”.
“Il distanziamento sociale per il coronavirus - scrive Stefanoni - è sicuramente più difficile da far rispettare sui diretti a causa del loro affollamento negli orari di punta, quindi non capisco perché i tagli hanno interessato soltanto i trasporti locali”.
“Tutti i paesi della sponda orientale lariana, compresi sicuramente anche quelli in cui si fermano anche i diretti - aggiunge - vivono principalmente di turismo e tutti sono in sofferenza per le aree destinate a parcheggio. Non possiamo poi dimenticare i pendolari, lavoratori e studenti, che - se Dio vorrà - torneranno presto alla loro routine e, se vi sarà scarsità di mezzi di trasporto pubblico, avranno poche alternative”.
Silvano Stefanoni, sindaco di Lierna.
Osserva quindi Stefanoni: “Se questi orari con il taglio indiscriminato di corse dovessero essere confermati, o le ormai ben note soppressioni di treni di questi ultimi anni dovessero proseguire  in futuro, non sarebbe agevole per nessuno gestire i flussi di persone in arrivo  sulle nostre località con mezzi propri, senza contare i disagi a pendolari e studenti. Mi sembra tutta una manovra per favorire per l’ennesima volta la Valtellina, a danno di chi vive lungo il percorso”.
Quindi l’amara considerazione finale: “L’emergenza coronavirus ha dato una mano per riuscire nell’obiettivo di liberarsi delle corse inutili a chi voleva raggiungere quello scopo”.

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