venerdì 22 novembre 2019

Mandello. Una serata al femminile per dire no alla violenza sulle donne

"Note in rosa" sabato 23 novembre al “De André”. L’assessore Serenella Alippi: “Un ideale inno all'amore e al rispetto"
(C.Bott.)Sarà una serata in continuità con le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni che sul territorio si impegnano a sostegno delle donne vittime di qualsiasi tipo di violenza, sia essa fisica, sessuale, economica o psicologica. Una serata musicale per un ideale inno alla non violenza, dunque all'amore e al rispetto”.
Così Serenella Alippi, assessore comunale alle Pari opportunità, presenta "Note in rosa", la manifestazione che andrà in scena domani, sabato 23 novembre, al cineteatro “Fabrizio De André” di Mandello (inizio ore 21, ingresso a offerta libera). 
A esibirsi - come da alcuni anni a questa parte, sempre in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - saranno Giordana Bonacina, Tiziana “Titti” Radice, Linda Spandri, Roberta Albanese e Jessica Balbi. Con loro anche un interprete maschile, Matteo Valtorta.
I proventi raccolti durante la serata di domani saranno destinati al Fondo Carla Zanetti.
Carla Zanetti e le sue battaglie per i diritti
Nata a Modena il 4 giugno 1947, Carla Zanetti si trasferì a Lecco nel ‘70. Insegnò dapprima alle scuole medie inferiori poi al Liceo scientifico Grassi.
Con il suo ingresso nel mondo dell’istruzione iniziò l’impegno sindacale nella Cgil Scuola e quello per il rinnovamento della didattica e il dialogo sociale.
Iniziò la sua militanza politica durante gli studi, con l’impegno nel movimento studentesco e nelle nuove organizzazioni politiche. Aderì al Pci, poi ai Ds e fu tra le fondatrici del Pd, di cui assunse la carica di presidente dell’assemblea provinciale.
Capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio comunale a Lecco dal 2002 al 2004, fu in seguito assessore provinciale all’Istruzione nella Giunta Brivio.
Morì il 7 settembre 2010.
Scuola, donne e politica sono i tre fronti su cui Carla Zanetti si è sempre battuta, legati da un filo comune, quello dei diritti.
Donna appassionata e infaticabile, impegnata con competenza e inesauribile determinazione nella risoluzione di problemi sociali, fece della pratica dei valori di democrazia e solidarietà il perno del proprio vivere quotidiano.
Carla Zanetti
A stretto contatto con i centri antiviolenza
Il Fondo Carla Zanetti istituito nel 2013 per iniziativa di Lucia Codurelli (nei primi cinque anni di attività le donazioni hanno largamente superato i 100mila euro) opera all’interno della Fondazione comunitaria del Lecchese ed è destinato interamente all’aiuto alle donne che hanno subìto violenza.
Abbiamo operato in stretto rapporto con i Centri antiviolenza della nostra provincia - spiega Lucia Codurelli - attraverso un Comitato di cui fanno parte “Telefono donna” Lecco e “Telefono donna” Merate, la Provincia di Lecco e il “Network occupazione”. Queste le attività svolte: formulare pareri e indirizzi sulle azioni necessarie e per l’utilizzo delle risorse; vagliare le richieste che arrivano da Telefono donna; sottoscrivere convenzioni con la Provincia di Lecco, la Comunità montana, Silea e “Network occupazione” finalizzate all’inserimento delle donne a tempo indeterminato nelle aziende del territorio, anche attraverso l’utilizzo di percorsi protetti; sostenere percorsi di sensibilizzazione”.
Borse lavoro, erogati oltre 80.000 euro
Questi i numeri più significativi del Fondo Carla Zanetti: 50 donne prese in carico ad oggi, delle quali 35 sostenute interamente dal Fondo e 15 in sinergia con il progetto ministeriale Dafne. Diciassette di queste donne sono state assunte nello stesso ambiente in cui hanno realizzato la Borsa lavoro. Altre, dopo un percorso iniziale, hanno trovato soluzioni personali.
Le Borse lavoro erogate dal Fondo attraverso le convenzioni sottoscritte ammontano a 80.350 euro. Ciò ha consentito l’erogazione di ulteriori 45.890 euro da parte della Provincia e di altri 3.555 euro ad opere della Comunità montana. Complessivamente 145.000 euro (con il “progetto Dafne”) che hanno significato l’avvio di un percorso di “libertà” per le donne e i loro figli.
Il progetto era nato dalla constatazione che la maggioranza delle donne vittime di violenza che si rivolgono ai centri antiviolenza sono disoccupate e dalla convinzione che soprattutto attraverso il lavoro la donna può riacquistare fiducia in se stessa e un’autonomia economica.
“In questi anni - osserva sempre Lucia Codurelli - abbiamo attivato convenzioni con i servizi per l’inserimento lavorativo, assumendo direttamente gran parte del costo per le Borse lavoro, anche per periodi prolungati, e con grande attenzione a realizzare contemporaneamente quelle azioni di supporto necessarie per trasformare la Borsa lavoro stessa in un rapporto di lavoro stabile. Abbiamo interloquito con le istituzioni a tutti i livelli per sottolineare quanto sia importante il lavoro e la conseguente autonomia economica nel processo di affrancamento dalla violenza sulle donne in contesti familiari”.
“Inizialmente si era pensato di concludere la vita del Fondo Carla Zanetti all’esaurimento delle risorse iniziali - conclude - invece oggi ci troviamo a essere più che mai coinvolti in una sfida con apposite risorse per costruire attraverso il lavoro percorsi di liberazione delle donne maltrattate”.

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