mercoledì 13 novembre 2019

Mario Panzeri: “Nessuna nostalgia degli “ottomila”, ora mi affascina la corsa in montagna”

L’alpinista mandellese si racconta sulla rivista “Uomini e Sport” e dice: “Mi piace viaggiare leggero. E’ bello cambiare, nella vita”
Mario Panzeri, 55 anni.
(C.Bott.) Nessuna nostalgia degli “ottomila” e delle cime himalayane ma invece una nuova grande passione, quella per il trail running, specialità della corsa a piedi che si svolge prevalentemente su sentieri montani, caratterizzata normalmente da una considerevole lunghezza dei percorsi, oltre che dal superamento di dislivelli importanti.
Lui è Mario Panzeri, 55 anni, il cui nome si lega alla conquista senza l'ausilio dell'ossigeno di tutti i quattordici “8.000” della Terra, ultimo dei quali il Dhaulagiri, la cui vetta venne raggiunta dall’alpinista mandellese nel 2012.
Con la schiettezza che lo contraddistingue, Panzeri si racconta in un’intervista a firma di Sara Sottocornola pubblicata sul nuovo numero di Uomini e Sport, la rivista di “df Sport Specialist”.
“Non mi manca assolutamente l’Himalaya - dice - E’ stato bello ma è stato un periodo. Ogni tanto mi vien voglia di andare ad arrampicare ma per adesso mi piace di più correre. I ghiacciai li vedo quando corro, ad esempio quando ho fatto la “Monterosa sky marathon”. Il percorso parte da Alagna Valsesia, passa da Punta Indren e sale ai 4.554 metri della capanna Margherita, con ritorno per lo stesso itinerario… Adesso soltanto a sentir parlare di ramponi e scarponi mi viene male. Scherzi a parte, sugli “ottomila” l’attrezzatura è molto pesante e ora mi piace viaggiare leggero. E’ bello cambiare, nella vita”.
E’ inevitabile, peraltro, ritornare alle vette himalayane. “Sono tornato una sola volta con Daniele Bernasconi al Talung (montagna di oltre 7.300 metri situata di fronte al Kangchenjunga, ndr) ma non avevo più voglia - spiega Panzeri - Mi sono reso conto che mi mancava la motivazione. Star lì a 5.000 metri con una tendina, impiccato su sassi e ghiaccio… Basta, ho fatto il mio tempo! Mi piacerebbe però tornare in Nepal per correre. Ho conosciuto Mira Rai, trail runner nepalese eletta "Adventurer of the year 2017". Abbiamo fatto insieme le ferrate in Erna e al Resegone, non aveva mai arrampicato eppure saliva come un gatto”.
“So che sta organizzando una gara di trail running in Nepal e penso che vi parteciperò, poi magari farò un trekking”, aggiunge il mandellese, che poi spezza una lancia in favore della ResegUp. “E’ speciale perché è caratteristica - osserva - Parti da Lecco e sali in cima al Resegone, torni in città nel pomeriggio, prendi un caldo bestiale ma fa tanto spettacolo. Altre gare non hanno niente da invidiare come percorso o ambientazione, ma la ResegUp è una sfida irrinunciabile”.
Spiega quindi, Mario Panzeri, che la passione per il trail running gli è venuta qualche anno fa grazie a Marco Rusconi, atleta lecchese amico dell’alpinista. “Mi aveva invitato a fare una serata a Fornovolasco, dove lui avrebbe partecipato alle “Alpi Apuane Skyrace”. Ci sono andato ma gli ho detto che però avrei corso anch’io, altrimenti cosa avrei fatto tutto il giorno? Era una montagna come il nostro Grignone, un bellissimo posto, la gente molto simpatica. Mi è piaciuto tanto e da quella volta ho continuato a correre”.
Mario Panzeri in vetta al Gasherbrum I (8.068 metri). E' il 2011.
Si sofferma anche, Panzeri, sugli allenamenti. “Puoi farli con qualcuno ma anche da solo - dice - perché non sei legato a un compagno come nell’arrampicata. Metti calzoncini, canottiera e scarpe e vai dove vuoi… Quando vai in montagna cerchi di spingere di più in salita ma in discesa non corri mai. Chi ha fatto alpinismo ha un po’ questo limite. Non è abituato a correre in discesa e in pianura e in qualche modo la “paga”. Io magari in salita supero molti, che poi in discesa mi riprendono. Ma non fa niente, non lo faccio per competizione. Corro perché mi piace. Se riesco a migliorarmi sono contento, se non ci riesco pazienza”.
Parla delle ultra trail e del “Tor des Géants”, gara di trail di categoria XXL che si svolge in Valle d’Aosta in settembre. “Ho voluto provarlo anche se avevo una tendinite al ginocchio che sto ancora curando - afferma - Ho dovuto ritirarmi, come immaginavo, ma spero di riprovarci l’anno prossimo”.
Infine un accenno alla sua gara più bella, il “Trofeo Kima” lo scorso anno. “Ha fatto la storia dello skirunning - precisa - Ci sono molti passaggi impegnativi e cancelli abbastanza stretti. E’ molto dura, ma sono arrivato al traguardo e sono stato contento. Ho fatto anche la Sky race sul “Sentiero 4 luglio” un altro percorso storico…”.
Già, è bello cambiare, nella vita. Parola di Mario Panzeri.

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