domenica 5 maggio 2019

“Musica sull’acqua”, Festival internazionale sul Lario dal 6 al 20 luglio


Nel segno del “movimento” la XV edizione della prestigiosa rassegna. Concerti e incontri musicali tra rarità e brani celebri 
La MACH Orchestra con il maestro Diego Matheuz.
Sarà il Movimento il filo conduttore dell’edizione numero 15 del Festival internazionale “Musica sull’acqua” che dal 6 al 20 luglio animerà con concerti, incontri, caffè musicali, laboratori e atelier riservati ai più piccoli luoghi di grande fascino intorno al Lago di Como quali l’Abbazia di Piona, la chiesa di Santa Maria del tiglio a Gravedona e la Basilica di San Nicolò a Lecco, location alle quali si aggiunge Morbegno, alle porte della Valtellina.

Protagonisti musicisti di rilievo internazionale tra i quali Alina Pogostkina, una delle violiniste di maggior talento dei nostri giorni, Pablo Ferrández violoncellista rivelazione degli ultimi anni (giovanissimo e già vincitore del XV Concorso Tchaikovsky), il violinista Julian Rachlin (una carriera internazionale trentennale) e la celebre bacchetta venezuelana Diego Matheuz, per il secondo anno consecutivo alla guida della MACH orchestra, formazione nata nel 2018 in seno al Festival, in cui giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo si confrontano e suonano insieme a musicisti prime parti di celebri orchestre internazionali, unendo le esperienze didattico-musicali nate intorno al pensiero musicale di Claudio Abbado con quelle del venezuelano Sistema Abreu.
Legandosi al percorso artistico triennale incentrato sul “viaggio”, l’edizione di quest’anno approfondirà proprio il viaggio visto da chi è costretto a percorrerlo sia fisicamente sia spiritualmente. Un “movimento” forzato dell’anima e del corpo che porta a cambiare punto di vista e condizioni di vita.
Il Festival svilupperà un programma che affronta percorsi e movimenti di contaminazione sviluppati da artisti che hanno viaggiato per seguire la loro vena creativa formandosi e incontrandosi, condividendo esperienze con personalità e popoli diversi, giungendo così al culmine della loro capacità espressiva”, spiega Francesco Senese, direttore artistico del Festival, violinista dell’Orchestra Mozart.
Pablo Ferrandez, violoncellista.
Da Reynaldo Hahn, compositore venezuelano quasi sconosciuto che migrò alla fine dell’Ottocento in Francia per sviluppare il suo talento musicale, a George Enescu, rumeno, a sua volta migrante nei primi del ‘900 nella capitale culturale europea Parigi, da Dmitri Šostakovič, russo e migrante nell’animo, ad Antonín Dvořák, ceco, che divenne “americano” per alcuni anni alla fine dell’800, dall’italiano Luciano Berio, con le sue Folksongs da varie parti del mondo, a Darius Milhaud, francese, con la sua Création du monde. Infine Ludwig van Beethoven, tedesco, compositore universale per eccellenza.
Il programma del Festival
A inaugurare il Festival 2019 sabato 6 luglio all’Abbazia di Piona (ore 21) un quintetto d’eccezione a partire dalla presenza del celebre violinista Julian Rachlin, per la prima volta ospite del Festival, insieme al violino di Francesco Senese, alla viola di Sarah McElravy, al violoncello di Patrizio Serino e al pianoforte André Gallo.
Ancora all’Abbazia di Piona domenica 7 luglio (ore 21) il tradizionale appuntamento che chiude gli atelier del Festival. Protagonisti i giovanissimi ragazzi che hanno seguito i laboratori di Christian Guyot per le percussioni, di Tony Lopresti per la parte mimica e di Velasco Vitali per il laboratorio artistico.
Lo spettacolo trarrà ispirazione dall’archivio dei diari dei Migranti, con la supervisione di Guido Barbieri, cui si aggiungerà la musica in prima assoluta del compositore e percussionista Felix Mendoza.
Alina Pogostkina, violinista.
Di grande suggestione si preannuncia il concerto notturno di giovedì 11 luglio nella splendida cornice della chiesa Santa Maria del tiglio a Gravedona. Alle 22.30 una pagina di raro ascolto alla riscoperta di George Enescu e del suo giovanile Ottetto per archi op. 7, tra atmosfere ispirate dalla musica popolare rumena e quelle di tradizionale occidentale.
Ne saranno interpreti otto musicisti di prim’ordine, a partire da Alina Pogostkina, per la prima volta ospite del Festival, violinista dall’eccezionale talento, vincitrice del Concorso internazionale Sibelius di Helsinki nel 2005 e da allora lanciata verso una brillante carriera internazionale.
Con il suo prezioso violino Sasserno del 1717 realizzato da Antonio Stradivari, la Pogostkina sarà al fianco di alcuni dei tutor e docenti della MACH Orchestra provenienti da importanti orchestre, di cui alcuni sono prime parti: Alejandro Carreno (violino) e Aimon Mata (violoncello) dalla Simon Bolivar Symphony Orchestra, Francesco Senese e Giacomo Tesini (violini) dall’Orchestra Mozart, Chaim Steller anch’egli dall’Orchestra Mozart e dalla Gewandhaus di Lipsia, Simone Briatore (viola) dall’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia e Patrizio Serino (violoncello) dall’Orchestra del Maggio musicale fiorentino.
Domenica 14 luglio ci si sposterà all’Auditorium Sant’Antonio di Morbegno (ore 21) con il MACH ensemble, formazione ulteriormente allargata rispetto a quella ascoltata nell’Ottetto di Enescu, diretta per l’occasione da Massimiliano Tisano.
Un concerto che affianca ritmi e melodie di diversa provenienza cui non mancheranno alcune rarità.
Francesco Senese, direttore artistico del Festival.
Per l’ultimo concerto, il Festival sarà nella Basilica San Nicolò a Lecco sabato 20 luglio (ore 21) con l’appuntamento che chiuderà il workshop della MACH Orchestra. L’anno scorso il debutto assoluto della MACH, diretta da Diego Matheuz, fu per l’inaugurazione del Festival. Quest’anno, sempre diretta dal direttore venezuelano, ne suggella il finale nel segno di Beethoven, con quell’energia vitale e quel sentimento di gioia che pervade il capolavoro della Settima Sinfonia opera 92, e un altro celebre pezzo, il Concerto per violoncello e orchestra opera 104 di Dvořák, solista Pablo Ferrández violoncellista classe 1991, talento rivelazione degli ultimi anni e già ospite dei palcoscenici più importanti nel panorama musicale internazionale.
Il violinista Julian Rachlin.
I “caffè” del Festival
Ad arricchire il programma dei concerti, la serie di caffè musicali lungo il lago, momenti di musica e aggregazione nei luoghi più belli del paese e del Lario. Sono incontri spesso con programmi a sorpresa, originali rielaborazioni musicali e rare esecuzioni (in programma anche musica di Nino Rota, Milhaud, Hahn), un’occasione per avvicinare il pubblico in maniera più informale alla musica e conoscere più da vicino gli artisti del Festival, fra cui piace segnalare il pianista Andrea Rebaudengo e il sassofonista Roberto Armocida graditi ritorni per questa nuova edizione del Festival.
Il Festival è ideato e organizzato dall’associazione Colico Festival “Musica sull’acqua” con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Colico, Comune di Gravedona e Comune di Morbegno.
Biglietti: 20 euro a concerto (posto unico), 15 euro ridotto.
Informazioni al 334-92.77.571 o all’indirizzo e-mail info@festivalmusicasullacqua.org.

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