sabato 9 novembre 2019

Gli odori nell’aria di Mandello. Depositato un esposto alla Procura della Repubblica

L’atto è stato sottoscritto da oltre 540 cittadini, tra i quali il sindaco Riccardo Fasoli, ricevuto ieri mattina dal Procuratore capo Antonio Chiappani
(C.Bott.) Finisce in Tribunale il “caso” degli odori nell’aria di Mandello. Nella mattinata di venerdì 8 novembre il sindaco Riccardo Fasoli, accompagnato da un legale, ha depositato presso gli uffici della Procura della Repubblica di Lecco un esposto firmato dal “Comitato per la difesa dell’ambiente” e sottoscritto da ben 546 cittadini, tra i quali lo stesso sindaco.
Per dare ulteriore peso e significato alla questione, era stato chiesto un appuntamento con il procuratore capo Antonio Chiappani, il quale ha ricevuto il primo cittadino mandellese unitamente al pubblico ministero Paolo Del Grosso, che si occuperà in prima persona della vicenda.
Nell’esposto si spiega che da anni la cittadinanza lamenta l’insostenibilità olfattiva delle esalazioni prodotte e provenienti dalla “Gilardoni Vittorio Srl” e precisa che, a fronte di una situazione divenuta intollerabile, a ottobre dello scorso anno era stato costituito un “Comitato cittadino per la difesa dell’ambiente”.
“In particolare - si afferma nell’esposto - i cittadini lamentano ormai da anni odori così forti da essere avvertiti quotidianamente non soltanto da chi abita nelle vicinanze dell’azienda ma anche nei dintorni. Si tratta di un forte odore di alluminio, fenolo e formaldeide, unito a quello di metallo arroventato, che suscita preoccupazione in termini di eventuali conseguenze per la salute dei cittadini connesse alla costante esposizione a dette sostanze”.
Si precisa altresì che alcuni cittadini hanno stilato una sorta di registro su cui vengono annotati gli orari di percezione e l’intensità degli odori.
Nell’atto viene inoltre posta l’attenzione sul delicato equilibrio tra il diritto dell’azienda a portare avanti la propria attività produttiva, con tutte le conseguenze che ne derivano, e il diritto alla salute dei cittadini, come noto costituzionalmente tutelato.
Va anche detto che i sei tavoli tecnici a cui hanno partecipato la “Gilardoni”, Arpa Lombardia, l’amministrazione provinciale di Lecco e l’amministrazione comunale di Mandello non hanno fin qui avuto esito, né le criticità sollevate da Arpa sono state risolte.
Non è rimasta altra strada, dunque, se non quella di depositare l’esposto, così che la Procura presso il Tribunale di Lecco valuti i fatti descritti, accerti la loro legalità e adotti i provvedimenti che riterrà necessari.
Soltanto lo scorso mese di settembre era stato lo stesso sindaco Fasoli a sottolineare in una sua nota come la problematica degli odori anziché migliorare avesse addirittura raggiunto in questi ultimi mesi “picchi di miasmi intollerabili”.

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