giovedì 7 novembre 2019

Mostra, concerto, incontri e riflessioni. Fine settimana nel segno del Trittico di Varenna

Giorgio La Pira
L’expo fotografica “Romano Guardini, cittadino di Varenna e del mondo”, nella piccola chiesa di Santa Marta, inaugurerà alle 11 di sabato prossimo 9 novembre il III Trittico di Varenna sul Lario.
Questo titolo emblematico e suggestivo richiama l’attenzione generale su una straordinaria figura e sul bel borgo centrolariano, divenuto fecondo epicentro di attività culturali e non solo.
Il sottotitolo “Vorrei aiutare gli altri a vedere con occhi nuovi” consente di entrare nel vivo del sentire e del pensare di Romano Guardini, che soggiornò più volte nella villa varennese della madre.
Cosa comunica al mondo contemporaneo Guardini? Perché la sua persona e le sue opere sono basilari per gli uomini e per le donne e, soprattutto, per i giovani del Terzo millennio? E perché Papa Francesco lo ha citato nella sua ultima enciclica ? A queste e altre domande cercherà di rispondere la mostra fotografica che vuol fare  incontrare l’“uomo” Guardini. Un uomo, il cui cuore inquieto e spalancato non ha mai smesso, durante tutta la sua vita, di porre domande a se stesso, alla realtà nella sua inarrestabile evoluzione.
Un uomo che non ha mai smesso di porre domande ai suoi studenti, alle istituzioni, alla Chiesa, dando così mirabilmente voce alle domande di ogni uomo, donna o giovane.
Mediante i luoghi e gli avvenimenti salienti della sua vita, documentati con fotografie, testi, disegni e oggetti personali, la sua figura emerge in tutta la sua semplice ma feconda apertura ai molti contesti del sapere, come anche agli aspetti più quotidiani della vita.
Perché dunque una mostra su Romano Guardini nell’ambito del Trittico di Varenna? Il teologo italo-tedesco (Verona, 1885 - Monaco, 1968) è stato uno degli ispiratori della “Rosa bianca”, movimento di protesta antinazista. Proprio sul Lario e in particolare a Varenna, a metà del XX secolo, ebbe modo di meditare e strutturare alcuni capisaldi della sua filosofia teologica e sociale, con speciali approfondimenti sui temi eco-ambientali, intesi come segni da amare e preservare della munificenza divina.
Il percorso speculativo di Guardini ha raggiunto altezze inesplorate e insuperate, mentre egli percorreva, con i piedi ben aderenti al terreno dell’esperienza meditativa, i sentieri e le mulattiere di Varenna, catturato da infinite e suggestive immagini, da paesaggi che gli si imprimevano nella mente con vividi dettagli.
Negli anni prossimi al 1930 scrisse infatti le famose Lettere dal lago di Como, opera che il cardinale Carlo Maria Martini fece ristampare per far conoscere il pensiero di uno scrittore da lui definito “uno dei primi veri ambientalisti”.
Anche David Maria Turoldo, che trovò ispirazione e quiete a Varenna, ammirava le intuizioni e gli scritti di Romano Guardini.
In buona sostanza le opere di quest’ultimo, pur datate, per la loro raffinatezza e profondità sono ancora oggi attualissime, parlando a tutte le generazioni in virtù di una nitida osservazione e di una sincera penetrazione nella realtà dell’ambiente e dell’umanità, il tutto in una dimensione di integrità oltre ogni caducità terrena.
Il terzo Trittico di Varenna sul Lario - “Per navigare insieme nella storia, nell’etica e nell’arte” è dunque sulla rampa di lancio. Sabato 9 novembre alle 11, come detto, inizierà la procedura di lancio della navicella spaziale varennese, mediante un vettore a 5 stadi, corrispondenti ad altrettanti eventi:
Stadio 1 \ Expo “ Romano Guardini in Varenna e nel mondo” \ Ore 11 \ Sabato 9 novembre \ Chiesa di Santa Marta.
Stadio 2 \ Convegno nazionale “Libertà e doveri nella Costituzione italiana” \ Ore 15 \ Sabato 9 novembre \ Villa Monastero.
Stadio 3 \ Concerto per l’unità e la pace \ ore 20,45 \ Sabato 9 novembre \ Chiesa prepositurale di San Giorgio.
Stadio 4 \ Istituzione della “Rete dei Comuni lapiriani” con i sindaci fondatori \ Ore 10 \ Domenica 10 novembre \ Villa Cipressi.
Stadio 5 \ Seminario Internazionale “Il dialogo interreligioso: una sfida oggi ineludibile” \ Ore 15 \ Domenica 10 novembre \ Villa Cipressi.
Romano Guardini
Ognuno di questi eventi presenterà temi e figure di estremo interesse e grande attualità, con testimonianze dirette e dissertazioni approfondite, con interludi storici, culturali, artistici e musicali di vario tipo.
La rassegna si lega poi a filo doppio a Giorgio La Pira, al quale Varenna è particolarmente legata avendo intitolato al professore fiorentino, in municipio, la sala consiliare. Accanto a lui saranno celebrate figure basilari nella storia moderna italiana quali Giuseppe Lazzati e Federigo Giordano.
Il Terzo trittico può contare sul plauso delle massime cariche istituzionali italiane, in primis quello del capo dello Stato Sergio Mattarella, e di altre eminenti personalità del mondo civile ed ecclesiale. Vi hanno aderito anche alcune rappresentanze diplomatiche, a sottolineare la caratura internazionale del Trittico e della Rete dei Comuni lapiriani.
Il premio ai “Seminatori di fraternità e pace” costituirà una gemma speciale nella sequenza di eventi. Ai vari eventi interverranno i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, oltre a personalità nazionali di primo piano.
Giorgio La Pira, inarrestabile trascinatore di governi e statisti
Giorgio La Pira, uno degli uomini nuovi auspicati da Einstein, individuò Hiroshima come il momento di frattura tra la vecchia cultura della competizione e la nuova condivisione planetaria.
Originario della Sicilia ed emigrato al Nord, toscano di adozione, fu professore di diritto romano, membro dell’Assemblea costituente, deputato, sottosegretario e sindaco di Firenze, che con lui divenne un laboratorio di pacificazione sociale e uno spazio di libere comparazioni per ogni religione e ideologia.
La passione per il dialogo lo portò a varcare le frontiere erette dal contrasto ideologico tra il sistema comunista dell’Urss e il neoliberismo delle potenze occidentali e quelle insanguinate dai conflitti armati come il Medio Oriente e il Vietnam, dove incontrò Ho Chi Minh.
Fu definito “visionario pragmatico”, “folle molto sagace”, “indomito precursore”, “inarrestabile trascinatore di governi e statisti”. Con lui Firenze si gemellò con Philadelfia, Kiev, Kyoto, Fez e Reims. Nominò cittadini onorari U Thant, Léopold Senghor e Le Corbusier.
Promosse il Comitato internazionale per le ricerche spaziali, tavole rotonde sul disarmo, iniziative volte a mettere in luce il Terzo mondo e gli stati africani emergenti. Lanciò l’idea di un’università europea da istituire a Firenze. Nel 1952 organizzò il primo Convegno internazionale per la pace e la civiltà.
Iniziò un’attività, unica in Occidente, tesa a promuovere contatti vivi, sistematici tra i politici di tutti i Paesi. A Palazzo Vecchio, nel 1955, i sindaci delle capitali del mondo siglarono un patto di amicizia.
A partire dal 1958 organizzò i Colloqui mediterranei a cui partecipavano anche arabi e israeliani. Ricevette la più alta autorità di Pechino. Nel 1959 parlò al Soviet supremo di Mosca a favore della distensione e del disarmo, con il benestare del Papa ma non del Ministro degli esteri italiano.
Nel 1967 fu eletto presidente della Federazione mondiale delle città unite. Il suo slogan era “Unire le città per unire le nazioni’’. Dopo la “guerra dei sei giorni” visitò Hebron, Gerusalemme e l’Egitto.
Per sei anni, tramite la Federazione, si adoperò attivando le istituzioni di tutto il mondo per organizzare incontri al vertice in materia di disarmo, pace e sicurezza.
La sua azione è stata definita “l’arte della pace”.

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