sabato 9 novembre 2019

“Vivere Lierna” contrattacca: “Incapacità e arroganza dietro quanto sta accadendo”


 
Da Nunzio Marcelli e Marco Mauri, consiglieri comunali di minoranza della lista civica “Vivere Lierna”, riceviamo e pubblichiamo:
Abbiamo posto ai consiglieri regionali e al dirigente Utr di Lecco una serie di interrogativi in merito al progetto approvato da Zucchi-Stefanoni-Rumi nel novembre 2018 sapendo che la Regione Lombardia erogherà un contributo di 100mila euro per il rifacimento totale (e non per la riqualificazione)  della piazza IV Novembre progettata nel 1926 da Giannino Castiglioni.
Il progetto riduce la superficie della piazza rispetto alle dimensioni originarie (non più un quadrato di 26,5 x 26,5 metri ma  un rettangolo di 26,5 x 16), realizza  un ampio parcheggio a lato, ma con soli 12 parcheggi (comprensivi di  auto, motocicli, portatori di disabilità e “carico-scarico merci”, rispetto ai 27 attuali) e abbatte quasi tutti gli alberi esistenti per un costo, a progetto, di 464.900 euro comprensivi dei lavori, la progettazione e la direzione lavori e altro per 29.182,40 euro (che sommati al 1° lotto del lungolago potrebbero superare i 90.000 euro lordi), il restauro della fontana per 22.550 euro, illuminazione per 21.718,40, spese archeologo, collaudatore, Rup, SUA e varie per oltre 15.000 euro, con altri 5.800 euro per l’acquisito, lo scavo e la posa di 6 querce e 8 cipressi alti 3 metri.
Quanto sopra senza interpellare le commissioni, il consiglio comunale, gli operatori commerciali e la cittadinanza, che avrebbero meritato un’azione di informazione e di coinvolgimento, massima trasparenza, uno studio sulla mobilità indicando l’utilizzo degli spazi  anche per le persone con disabilità, la necessità di potenziare (e non di tagliare) i parcheggi pubblici in relazione alla pedonalizzazione della piazza, sapendo che ogni intervento strutturale sulla viabilità e sulla logistica dovrebbe essere studiato con attenzione e competenza e non un progetto da 1.054.524 euro, oltre a quelli successivi affidati direttamente a un architetto, senza invece fare come ha fatto recentemente il Comune di Lecco con un concorso di idee, con diverse soluzioni progettuali che potessero essere vagliate e discusse da una commissione di tecnici e di esperti, per poi scegliere il migliore.
Abbiamo chiesto di effettuare alcune verifiche anche in merito all’abbattimento di tutti gli alberi presenti sull’area interessata (e non 8 come da progetto trasmesso alla Regione per avere il contributo), alle misure alternative al taglio e alla compensazione in loco per gli alberi abbattuti “sani e non pericolanti”, come ha specificato la perizia del 2013 e come ha certificato un agronomo il  9 settembre scorso.
Le rimostranze del comitato che ha raccolto in pochi giorni oltre 700 firme, quelle degli operatori commerciali e di tanti cittadini, le richieste formulate in data 7 settembre dalla minoranza consiliare al sindaco (i lavori sono iniziati il 23 settembre) e dal comitato cittadino per organizzare una pubblica assemblea al fine di illustrare nel dettaglio il progetto prima dell’inizio dei lavori non hanno sortito alcun effetto.
L’incapacità e l’arroganza del sindaco (che diceva di voler essere il sindaco di tutti) hanno determinato l’impossibilità di un confronto e di una soluzione condivisa rispetto a un problema evidente e rispetto ai cittadini e ai loro rappresentanti  (oggi il 60%, rispetto al 40% della Lega di Stefanoni).
Chi ha respinto l’ipotesi precedente di un intervento sulla piazza avrebbe dovuto in questi 10 anni effettuare le opportune manutenzioni ordinarie di cura e potatura dei cipressi per mantenere la visione originale del lago, la manutenzione della fontana e delle poche aiuole trascurate e, volendo realizzare un’isola pedonale, avrebbe dovuto trovare i parcheggi nelle immediate vicinanze prima di eliminarne 15, non restringere la piazza, non tagliare i cipressi e togliere i servizi utili spendendo tanti soldi pubblici.
Lasciando ad altri le battute da pseudo-politicanti di bassa lega invece di stare ai fatti, al sindaco, che ha affermato di aver votato il progetto ma di non averlo visto, ricordiamo che nel 2003, a seguito dei contatti della Giunta con gli eredi Castiglioni, è stata donata al Comune di Lierna la collezione dello scultore con lettera a firma da nipote Giannino Castiglioni (lo stesso che in data 7 novembre 2016 ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e da consigliere dell’“Associazione Giannino Castiglioni”).
La Giunta e successivamente il consiglio comunale hanno deliberato l’accettazione della donazione della collezione con delibera del 25 novembre  2003. Dal 2009 a oggi attendiamo fiduciosi la gipsoteca da 600.000 euro ripetutamente preannunciata ma ancora lontana dall'essere realizzata.
La Giunta di allora ha realizzato il lungolago, la passeggiata a lago e l’ha dedicata allo scultore Castiglioni con delibera del 9 febbraio 2004.
Le cosiddette “arnie con le api o i capannoni” citati da Stefanoni, realizzati nel rispetto del Prg adottato dalla Regione Lombardia nel 2000 e con il contributo della Regione stessa nel 2003, hanno consentito di “trasferire” dal centro e dall’interno del paese all’area esterna di Lierna alcune realtà artigianali che svolgevano particolari attività  e con notevoli problemi viabilistici noti a tanti.
Le “arnie con le api o i capannoni”, a  pochi metri dalla strada provinciale 72  (e non in via Manzoni con i problemi di viabilità che tutti conosciamo), per tanti anni hanno dato e danno lavoro alle imprese e ai liernesi, hanno contribuito e contribuiscono a dare servizi e incassi per il comune grazie anche ai 70 posti per auto e motocicli che d’estate sono sempre completi. Sicuramente i 5 proprietari dell’area “industriale” avrebbero preferito cedere le loro aree a prezzo maggiore, per costruire sopra “Riva bianca” residenze estive. Si sono trovati invece con i terreni in area “industriale”, certamente con meno valore, accogliendo 8 realtà locali e produttive del paese invece appunto delle residenze estive.
Forse il sindaco non ricorda che sopra la “Riva bianca” nel 2010, insieme ad altri della Lega Nord, con la biomassa voleva costruire una “grossa arnia” da 12 milioni di euro. Forse l’eccesso di biomassa, la mancanza delle api o del miele hanno mandato “in fumo” la grossa arnia, ma la parcella di 20.000 euro è stata pagata in tempi brevi al progettista, consigliere comunale della Lega Nord mandellese, assistito da un noto penalista a seguito di indagini e condanne. Parcella indigesta per tanti liernesi in quanto, con 20.000 euro, si sarebbero potute fare tante cose utili per il paese.
Nunzio Marcelli e Marco Mauri, lista civica “Vivere Lierna”

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