02 novembre 2022

Lierna, l’ultimo saluto a Diego Busi. Il vescovo: “Ora continua ad assicurarci la tua preghiera”

Il cardinale Oscar Cantoni: “Grazie per la piena accettazione della sofferenza in questo tuo ultimo periodo, del tuo abbandono confidente alla volontà del Padre. Ci sei di esempio perché ciascuno di noi si senta partecipe e responsabile nel costruire una Chiesa missionaria”

Le esequie di Diego Busi nella parrocchiale di Lierna (foto Ivana Panizza).


(C.Bott.) “Si è addormentato nel Signore mentre i suoi confratelli diaconi, riuniti domenica pomeriggio con il vescovo in seminario, pregavano per lui. Ecco un esempio immediato della comunione dei santi, che ci lega intimamente e fa di noi una sola famiglia. Abbiamo ricevuto la notizia della sua morte con dolore, ma anche con la consolazione di averlo fraternamente raccomandato al Signore proprio nell’ora in cui è stato chiamato alla pienezza della vita”.

Con queste parole il cardinale Oscar Cantoni ha introdotto la sua omelìa ai funerali di Diego Busi, morto domenica scorsa all’età di 73 anni. Il rito funebre è stato celebrato questa mattina nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio a Lierna, dove il diacono permanente abitava con la famiglia.



E’ stato proprio il vescovo di Como a presiedere le esequie, seguite da numerosi fedeli, e a rivolgere al Signore l’invocazione ad accogliere Diego “nel suo paradiso, condizione attraverso cui si può partecipare, come dice la Scrittura, al banchetto di grasse vivande, cioè sperimentare uno stato ottimale e permanente di gioia e di amore a cui ogni discepolo del Signore aspira di vivere in pienezza”.

“In questa giornata in cui viviamo con tutta la Chiesa la commemorazione dei defunti - ha detto il prelato - ci sentiamo tutti teneramente amati dallo stesso padre comune, così da gridare a lui con confidenza filiale Abbà, padre!. E’ lo stesso Spirito Santo che ci suggerisce con quale atteggiamento rivolgerci a Dio, come vivere una speciale confidenza con lui, avendo condiviso il mistero pasquale, la stessa sofferenza di Cristo, come si è manifestata dentro la storia di ciascuno di noi”.



Il cardinale ha quindi sottolineato come Diego abbia vissuto il suo cammino diaconale "aiutando i membri della nostra Chiesa a comprendere a poco a poco e ad accogliere l’identità e la missione del diacono, pazientemente elaborata e messa a fuoco in questi anni".

“Lui è stato uno dei primi diaconi permanenti della nostra diocesi - ha specificato - e questa novità apportata dalla Chiesa, frutto delle intuizioni del Concilio e iniziata da noi nel 1997, gli è costata non poche sofferenze da parte di chi ha interpretato con fatica la presenza di questo nuovo ministero ordinato, nella forma che comprende anche persone già sposate, non ne ha compreso la valenza storica e ha esitato nel riconoscere il diaconato permanente come un vero dono di Dio”.



Il vescovo di Como ha quindi aggiunto: “Con umiltà e in totale obbedienza, Diego si è inserito nelle parrocchie che gli sono state indicate: a Verceia prima e ad Abbadia Lariana poi, in spirito di servizio, così da indicare con i fatti come si manifesta la vocazione diaconale, in piena collaborazione con i presbiteri e in una leale intesa con i laici e le laiche”.



Il cardinale Cantoni ha poi evidenziato il ruolo del diacono all’interno di una comunità cristiana. “E’ un modello di accoglienza delle sorelle e dei fratelli più poveri - ha affermato - che sono la carne stessa di Cristo, perché tutti i suoi discepoli siano stimolati nel divenire esperti nel servizio di accoglienza e di piena solidarietà con questi ultimi. E’ la condizione di qualunque discepolo di Gesù, ma fa parte della missione specifica di chi esercita il ministero diaconale poterla rappresentare dal vivo”.

Infine il ringraziamento a Diego “per il suo esempio di concreto e amorevole inserimento nella Chiesa, a cui ha partecipato con entusiasmo convinto e con dedizione”.



“Grazie anche - ha concluso il presule rivolgendosi idealmente al diacono - per la piena accettazione della sofferenza in questo tuo ultimo periodo, del tuo abbandono confidente alla volontà del Padre. Ci sei di esempio perché ciascuno di noi si senta partecipe e responsabile nel costruire una Chiesa missionaria, sinodale e ministeriale”. E un’invocazione: “Continua ad assicurarci dal Cielo la tua preghiera, perché diventiamo tutti un riflesso luminoso del Signore all’interno della nostra storia, testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”.





Nessun commento:

Posta un commento